Il futuro del turismo in Italia

racconti & riflessioni

viaggiL’Italia ha un patrimonio culturale, architettonico e paesaggistico, diffuso e ineguagliabile. Il Turismo deve essere la prima industria nazionale.  Ogni operatore turistico deve sentirsi azionista del sistema italia.  La domanda c’è, si tratta di strutturare bene e con autorevolezza l’offerta. Turismo sportivo e vacanza attiva sono in crescita costante da almeno 10 anni. Dai campi da golf alle strade bianche dell’Eroica gli esempi di successo, non mancano. E allora diamoci da fare in questa direzione.

L’Italia ha bisogno di essere “riposizionata” per andare oltre l’attuale concetto di Made in Italy. Dobbiamo diventare molto più bravi a valorizzare l’immenso patrimonio di cultura, tradizione e paesaggio che abbiamo e che ci appartiene. Patrimonio che costituisce il fondamento della qualità complessiva del vivere in Italia che il resto del mondo ci riconosce e ci invidia. Così come ci riconosce scarsa affidabilità e troppa furbizia (che non ci invidia).

Il “made in Italy” in senso lato, dalla eno-gastronomia alla moda e al design, includendo il paesaggio, la storia e la cultura, non sono doni di natura in cui crogiolarsi, ma il frutto di processi culturali e produttivi basati su radici territoriali, sapienti competenze e abilità artigianali. Che necessitano di rinnovamento ed efficace valorizzazione, non per essere globalizzate, ma per diventare un sistema in grado di competere con la nuova realtà.

A questo si arriva solo unendo ciò che crea valore, perché la piccola dimensione ha una grande agilità creativa e operativa, ma una piccola forza propositiva. Da parte nostra proponiamo il turismo sportivo in bicicletta in Italia, con uno standard qualitativo riconoscibile e diffuso. Promuovendo “oltre la bici”, tutte le peculiarità locali e artigianali del nostro paese. Grande punto di forza dell’italianità, da proporre con standard organizzativi e di qualità come il nuovo turismo di nicchia richiede.
Ben consapevoli che la progettazione di un viaggio in bicicletta, non potrà mai essere il risultato di una produzione industriale di serie.

Daniela Schicchi

Marco Pastonesi

Paola Gianotti

Alberta Schiatti

Paolo Tagliacarne

Paolo Della Sala

Anna Salaris

Francesca T

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