Ghisallo Classic

Ponte Lambro (CO) / impegnativo / 46 km / 1000 D+

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DESCRIZIONE

Bici+Treno (stazione Ponte Lambro – Castelmarte)
Il Ghisallo è certamente una salita iconica nel panorama ciclistico mondiale. Sarà par il lago di Como, o perché fa parte del Giro di Lombardia, o ancora perché il Giro d’Italia ci è passato spesso. Forse perché una delle salite più care a Fiorenzo Magli, che tanto si è battuto per creare qui, quello che tutti chiamano il “suo” museo.

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Fatto sta che da decenni, migliaia e migliaia di ciclisti da tutto il mondo affrontano i Mulini del Perlo, qualcuno si spinge fino a Pra Filippo e Piano Rancio per affrontare il SuperGhisallo, altri più pigri o con poco tempo da dedicare ai propri allenamenti scelgono il Ghisallino, salendo da Barni e Magreglio.
Qui proponiamo il Ghisallo nella sua versione più classica, con la sola variante di partire da Pontelambro-Castelmarte (la stazione prima di quella di Canzo-Asso), giusto per scaldare un po’ le gambe. La salita è dura, ma non durissima, non lunga e con un “prendifiato” giusto a metà. 
Non si può essere ciclisti senza aver messo, una volta nella vita, le ruote della propria bicicletta su questa salita. Campione o “tapascione” poco importa. Ognuno sale col proprio ritmo. Tutti con grande soddisfazione. Leggi l’articolo dedicato al Ghisallo.

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PROFILO TECNICO

Il punto di partenza è la stazione ferroviaria (Trenord) di Pontelambro-Castelmarte, linea ferroviaria da Milano-Cadorna a Canzo-Asso. Da qui ci si dirige a nord verso l’abitato di Castelmarte, per salire subito a destra verso Proserpio, scollinare e quindi scendere a Longone al Segrino.

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Si gira attorno al piccolo lago tenendosi sulla destra – sponda orientale – quindi si percorre un breve tratto di provinciale (via Valassina) fino a Canzo e Asso. All’inizio del lungo tornante che sale verso Lasnigo, si abbandona la provinciale, voltando a destra verso Valbrona-Onno. La strada sale, scollina a circa 500 metri di quota e scende sul ramo lecchese del lago di Como, nell’abitato di Onno (Pasticceria al Batel, vale una pausa caffè). Di fronte ai monti sorgenti dall’acque di manzoniana definizione. 

Si segue la piacevolissima strada costiera, superate Vassena e Limonta la strada inizia a risalire verso Bellagio. A fine salita una piccola rotatoria, dopo poche decine di metri sulla destra il lavatoio dove inizia la “salitaccia”, il tratto più impegnativo di questa salita, conosciuto come “i Mulini del Perlo”. Pochi chilometri, ma abbastanza impegnativi. Con tratti lunghi all’11% e qualche strappo tra il 13 e il 15%, nei primi tre chilometri e mezzo.
A Guello la strada spiana, poi scende anche un pezzettino. Sono questi, i due chilometri centrali che fanno riprendere fiato prima del tratto finale. Sei tornanti con pendenze tra l’8 e l’11% portano, in circa due chilometri, allo scollinamento di Magreglio, proprio dove sorge la chiesetta dedicata alla Madonna protettrice dei ciclisti di tutto il mondo. A fianco il Museo del Ciclismo fortemente voluto da Fiorenzo Magni.
Da Magreglio in circa 7 chilometri di discesa, si raggiunge la stazione di Canzo-Asso. Suggeriamo, scendendo, il passaggio dal borgo vecchio di Barni.

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