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Lago Laudemio e Piccole Dolomiti Lucane
Lago Laudemio e Piccole Dolomiti Lucane
Lago Laudemio e Piccole Dolomiti Lucane

LAGO LAUDEMIO E PICCOLE DOLOMITI

Rifugio Conserva (PZ) / impegnativo / 95 km / 1900 D+

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DESCRIZIONE

Basilicata coast to coast: seconda tappa
Dai 1500 metri del Rifugio Conserva si parte con una lunga discesa verso Tramutola il paese con le ragazze più belle della Basilicata, come dicono nel film. E’ questo il paese dove è stata girata la scena “alba e tramonto”. Da qui a Viggiano, quindi la meravigliosa riserva naturale dell’Abetina di Laurenzana e gran finale nel Parco delle Dolomiti Lucane.

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Il passaggio nella riserva naturale è uno dei ricordi forti di questo viaggio. Una strada magica, adagiata su crinali o in mezzacosta, infinite curve, ettari di bosco con abete bianco, faggio, cerro, acero, pero selvatico, e altro. Ci vivono indisturbati il lupo e la faina, il picchio nero e svariate specie di rapaci diurni (nibbio reale) e notturni (civetta, allocco, gufo).

E subito dopo questo incanto per gli occhi e lo spirito ecco apparire un nuovo crinale e una nuova magia. Una strada zittissima, stretta e “abbandonata”, con fondo asfaltato, a tratti piuttosto rovinato, ma percorribile a pedali. A gradoni ci si avvicina sempre di più al cielo azzurro intenso di questo pomeriggio lucano di inizio maggio. Caldo, ma di un caldo piacevole, come la compagnia degli amici con cui si pedala. Di colpo appare alla vista Pietrapertosa, illuminata dal sole radente, incastrata tra le rocce e d’improvviso scompare nascosta dal fitto bosco. Compare anche Castelmezzano che fino all’ultimo minuto non ricomparirà più alla nostra vista. E si continua a scendere, ricompare Pietrapertosa, a questo punto molto più in alto di noi, Castelmezzano non si vede…ci prende un attimo di scoramento dopo tanti chilometri e il paese, che non sappiamo più quale dei due sia, ancora la in cima. Poi dietro l’ennesima curva, eccolo, minuscolo e abbarbicato alle sue personali rocce, appare Castelmezzano. Ci accoglie Antonio, che la sera ci darà da mangiare, ordina ad un ragazzino locale di accompagnarci al b&b di Serafina e così dopo pochi minuti tutto il paese sa dell’arrivo di noi ciclisti, avvisano la mamma di Serafina e lei ci viene incontro. Questa è la Basilicata, gente. Questa è l’Italia che cerchiamo con il nostro turismo a ritmo di bicicletta.
Prosegui nel viaggio, vai alla terza tappa “da Castelmezzano ai Sassi di Matera”.

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PROFILO TECNICO

Dal Rifugio Conserva si scende a quota 1.360 – bivio Laudemio – qui a sinistra e al bivio successivo a destra scendendo verso Fontana d’Eboli e Moliterno. Discesa fino al ponte sul torrente Sciaura, quindi salita a Moliterno, nel centro del paese si prende la strada sulla sinistra, che porta dritto, dritto alla vecchia e minuscola stradina per Tramutola. (Non prendete la strada alberata sulla destra da tutti indicata come la via logica per Tramutola, logica si, ma per chi viaggia in auto)

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Dal centro di Moliterno in cinque chilometri si raggiunge il bivio per Tramutola, dove inizia uno dei tratti più “poetici” di questo tour, una minuscola stradina che porta alla fontana e al lavatoio del piccolo paese. I chilometri percorsi sono 37 con seicento metri di dislivello, nella piazza del municipio il Central Bar (altra location del film) ci aspetta per una breve sosta ristoratrice prima della salita di Viggiano e il successivo valico della riserva naturale Abetina di Laurenzana.

Quella di Viggiano è una salitaccia breve, ma intensa. Da Tramutola si scende verso il ponte sul fiume Agri (diciamo che si scende anche se in mezzo c’è una salitella) per oltre dieci chilometri il percorso è quasi piatto, o in dolce salita fino a quota 660 metri, quindi lo strappo che in tre chilometri con pendenza media al 10% porta ai quasi 1.000 metri del centro di Viggiano.
Mancano una quarantina di chilometri all’arrivo. Ora c’è il valico della riserva naturale Abetina di Laurenzana, che si raggiunge con un piacevole e pedalabile vallonato, quindi la splendida discesa verso la sp92 di Laurenzana.

All’incrocio con la provinciale a destra, si sale per un paio di chilometri, fino ad incrociare la piccola strada sul crinale. Si vede salendo un bel ponte in pietra su cui si spera di passare, e ci si passerà. Quando si prende quella minuscola strada con il fondo un po’ rovinato, mancano diciassette chilometri all’arrivo, sette e mezzo di su e giù con 240 metri di dislivello in salita, poi dieci chilometri di discesa verso Castelmezzano.

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