Un girotondo di strade zitte in Friuli Venezia Giulia
In questo blog si è parlato altre volte della “rivoluzione silenziosa delle ride”, il movimento crescente attorno agli eventi di cicloturismo e bikepacking.
Il FVG Bike Trail è certamente uno di questi eventi, nato solo due anni fa, è giunto alla sua terza edizione e merita più di una segnalazione o sentita raccomandazione.
L’evento è nato come trail in Gravel e ho partecipato nel primo weekend di settembre 2026 alla prima edizione con percorsi anche road.
Questo è già un primo elemento distintivo: quattro percorsi, 200 o 400 km su strada o sterrato a vostra scelta.
Il secondo aspetto interessante e che gli organizzatori, grazie al fatto di poter tracciare i trail in una regione relativamente piccola, ma con la massima varietà di ambienti naturali, ogni anno possono cambiare il quadrante e il sestante dove puntano le loro tracce. Ippolito Nievo scriveva né “le confessioni di un italiano “ che il Friuli è un piccolo compendio dell’universo, tra Alpi e Prealpi, colline e mare, lagune e laghi.
E chi partecipa può quindi sfogliare questo compendio, pedalando le diverse tracce che descrivono un girotondo gaio e silenzioso attorno alle bellezze meno conosciute di questa terra incredibile,
Silenzioso perché è veramente una collana di perle di strade zitte, tra boschi foreste vigneti alberi da frutta. Gaio perché le soste non potranno che essere golose, dalla birra artigianale del microbirrificio locale, agli gnocchi con ricotta nella secolare osteria che non troverete mai se non seguendo la traccia, fino all’insospettabile potere ristorativo di una ricotta divorata fresca (al posto della insipida barretta) in una remota latteria di una valle secondaria.
Al Genius Loci degli organizzatori questa regione non fa quindi mancare motivi per farsi venir voglia di pedalare con già l’acquolina in bocca!
Ultime due cose che mi hanno veramente colpito.
Questa edizione ha visto tra i suoi partner anche la scuola del mosaico di Spilimbergo, arte e disciplina che dal centro di irradiazione della basilica di Aquileia caratterizza questa regione.
Il genio degli organizzatori ha pensato bene, in luogo del classico foglio firma, di chiedere ai partecipanti di “firmare“, incollando un tassello del proprio colore preferito in un mosaico collettivo. I ciclisti come tasselli di questo mosaico si sono dispersi nella regione, per poi ritrovarsi alla conclusione sulla bella terrazza panoramica del castello di Udine da cui si vedono tutte le montagne friulane. Una rappresentazione “plastica“ dello spirito genuino di questa trail.
Uno spirito genuino che non nasce dal caso, ma dall’humus “comunitario“ di questa terra segnata giusto cinquant’anni fa dall’Orcolat, come qui chiamano il sussulto della terra che fu il terremoto del 1976.
Pedalando nei tre giorni ho continuato a vedere cartelli, come questo nella foto, con la scritta 1976-2026 il Friuli ringrazia e non dimentica”. Il segno grafico della scossa sul sismografo che si trasforma nella traccia elettrica di un cuore è una sintesi semplice e geniale.
Pedalando ho continuato quindi a vedere questi “segni della cura della terra“ , da parte di una comunità, moltiplicati all’indefinito: le pievi restaurate nelle colline nelle Prealpi, i castelli in pietra bianca luminosa, le case che per quanto semplici non danno mai l’impressione della trascuratezza, la cura delle foreste e alla fine anche la qualità dell’asfalto delle strade che per un ciclista è tutt’altro che secondario, mentre per chi vi vive è un modo primario per capire come vengono investiti i soldi di tutti.
Lasciatevi guidare dal Genius loci e scoprirete borghi incantevoli ricostruiti pietra su pietra come Venzone o paesi che già nel nome fanno sognare – come potrebbe essere altrimenti attraversando nel tardo pomeriggio località che si chiamano Tramonti di sopra e Tramonti di sotto?
Scopri di più sul sito ufficiale FVG Bike Trail

















