Un mondo a parte

racconti & riflessioni

Un mondo a parte: celestino è il cielo della  Majella

Celestino è il cielo della Majella e lo si può toccare con un dito rimanendo coi piedi per terra. Sì, è così – nel mio profilo di ciclo-blogger nel blog del mio club – turbolento.net – ho scelto deliberatamente un autoritratto sulla cima della Majella – il famoso arrivo in salita del Blockhaus che nel 1967 rivelò Merckx al Giro d’Italia e al mondo.

L’ho scelto perché mi piace il placeholder in ferro battuto arrugginito a forma di cuore, con dentro un ciclista che pedala in salita – trovereste miglior rappresentazione della nostra passione ? Detto questo il magico della Majella è che si può toccare il cielo con un dito rimanendo coi piedi per terra , cioè – fuor di metafora- girandole attorno senza mai raggiungere i gpm classici di passo Lanciano e della Majelletta o Blockhaus.

È il magico che ho sperimentato in due giorni di “Round the Mountain Tour “ attorno, appunto, alla Majella. In due giorni si può circumnavigare questa montagna totem che ha una prominenza maggiore del Mont Ventoux e in qualche modo lo ricorda – le ultime centinaia di metri della vetta del monte Amaro (oltre 2700 metri) sono una pietraia che non potrà non farvi venire in mente il gigante calvo di Provenza. I borghi e i villaggi che attraverserete in questo giro invece vi daranno la sensazione di entrare in un mondo a parte, per citare il bel film di Riccardo Milani con Antonio Albanese e Virginia Raffaele. In realtà il paese protagonista del film – Opi- è nella Marsica, non lontano da questi luoghi ma i paesi ai piedi della Majella ve lo ricorderanno.  Borghi con case in pietra bianca, raccolti come un gregge intorno a una chiesa, una rocca, un castello; borghi apparentemente sonnacchiosi che sembrano il famoso paese mio della canzone.

Il mio metodo di scoperta in questi viaggi a due ruote è semplice e segue una regola aurea: non si portano barrette o gel ma ad ogni morso di fame la scusa è buona per entrare nel caffè centrale o nei negozi sulla piazza, comprare qualcosa e iniziare a scambiare due chiacchiere… ogni volta sono ripartito con un buon caffè, un buon prodotto locale e qualcosa in più. Il resto ve lo lascio scoprire da voi.

Un mondo a parte: si parte.

Il round trip parte da Chieti e arriva a Pacentro, attraverso Terme di Caramanico e passo san Leonardo, e poi da Pacentro si ritorna a Chieti, attraverso Campo di Giove e poi Carsano, la foresta di Sant’Antonio, la piana delle 5 miglia e infine i paesi famosi per la produzione di pasta trafilata al bronzo come Fara San Martino. Dove, come noto, il segreto è la purezza della acqua delle sorgenti della Majella che sgorga tutto l’anno a 10 gradi centigradi. Noi ciclisti piu prosaicamente ci prostriamo, non metaforicamente, ogni volta che incontriamo una fontana nei paesi alle pendici della Majella – chiare fresche dolci acque sempre presenti nei paesi e che ci permettono di superare il fuoco ardente di giornate incandescenti; tipicamente quelle di fine estate in cui mi sono cimentato in questo round the mountain tour.

Un giro attraverso i 4 elementi empedoclei – abbiamo detto di acqua e fuoco, ora completiamo con aria e terra. Scrivevo prima che questa montagna ha una prominenza, questo suo ergersi isolata da tutto e visibile da metà Abruzzo,  ha qualcosa di totemico, qualcosa di una divinità ancestrale – per gli abruzzesi questa è una montagna madre. La natura mistica e mitica di questa montagna è confermata dagli insediamenti del neolitico e dai numerosi eremi e monasteri sparsi sui suoi versanti. Il cielo della Majella è il cielo di Celestino, al secolo Pietro di Morrone che, prima di fare il grande rifiuto del soglio pontificio, trascorse anni di eremitica solitudine e silenziosa meditazione sotto il cielo di questa montagna.

E qui noi ciclisti torniamo coi piedi per terra. In comune con gli eremiti abbiamo l’attitudine a meditare (pedalando) e le preferenza per i silenzi (delle Strade Zitte). Questo tour non sfugge alla regola: è un girotondo silenzioso. Però più che l’ascesi mistica, noi cerchiamo la salita e il dislivello. Nei due itinerari che descrivo si potrebbe immaginare che, girando intorno alla montagna, non si accumuli un dislivello rilevante. Non ti credere come direbbe quel tale: negli oltre 200 chilometri di Round the Mountain Tour raggiungerete la ragguardevole cifra di oltre 4 mila metri di salita – il grimpeur è servito !

Ultima nota logistica – ho scelto Pacentro perché è baricentrico rispetto allo sviluppo del tour e vi permette di dividere in due giornate di impegno e bellezza equivalente il vostro sforzo ciclistico. Però ho scelto Pacentro anche perché è baricentrico in senso più lato – una cittadina di impianto medievale con bei palazzi rinascimentali e chiese barocche, sulle pendici della Majella, con un profilo caratterizzato dalle torri del castello e i campanili delle chiese che sono ornamenti a un balcone a oltre 700 metri di altezza, con vista sulla val Peligna, Sulmona, il Velino Sirente e il Gran Sasso è incombente giusto girato l’angolo – un cuore d’Abruzzo in uno sguardo.  Se seguirete questo consiglio, allora vi lascio con questo piccolo divertissement o essai dí pubblicità occulta: il mio consiglio per alloggiare è il bel appartamento nella via principale del paese (che si chiama ovviamente…) e per mangiare, subito dietro all’alloggio, nei vicoli medievali della cittadina, cercate una antica locanda – di nome e di fatto – non ve ne pentirete, anzi vi chiederete come mai, a fronte di così tante bontà a km zero e a prezzo ragionevole, noi milanesi imbruttiti dalle nostre parti accettiamo rapine a mano non armata che ci derubano del gusto e nel portafoglio.

Daniela Schicchi

Marco Pastonesi

pasto

Matteo Cardani

Alberta Schiatti

Paolo Tagliacarne

Paolo Della Sala

Piero Orlando

Anna Salaris

Francesca T

Federica Gallo

Daniela Della Ragione

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