Bici da corsa. Casco, assolutamente sempre. Ma non scherziamo! No, dico, ma avete presente a quanto vado? In discesa, certo, ma anche in pianura, quando il pedale gira. Personalmente ho la testa sulla sella, io e non la faccio neanche salire, senza quel pezzettino di plastica colorato allacciato bene sotto al mento. D’altra parte le statistiche parlano chiaro: il casco da bici previene l’85 percento dei diciamo “esiti fatali” in caso di incidenti. Non basta? Scusate, a parte gli automobilisti, le strade le vedete anche voi, sì? Tra buche, tombini, cani e gatti che appaiono all’improvviso, la caduta è sempre in agguato…non solo bisogna metterlo, e stringerlo bene (ogni tanto anche Al si lamenta che le fa venire il mal di testa, ma io non sento ragioni), ma anche stare attenti alla data di scadenza. La sicurezza è una cosa seria. Con me si casca male, io non sento ragioni!
Bici da città. Ma rilassati! Andassi più piano, non ci sarebbe bisogno di tutta questa coercizione protettiva! Il vento fra I capelli nella bella stagione, e I cappellini belli caldi quando fa freddo, son cose imperdibili! Lo sento quanto le piacciono. E poi, stiamo attente a dove mettiamo le ruote, noi. Gli automobilisti fan presto: mettiti il casco, così se ti prendo non ti ammazzo…allora perchè non metterlo anche ai pedoni, il caschetto, invece di insegnare agli automobilisti ad andare più piano? E poi se un ciclista viene investito da un’auto, casco o non casco, finisce male, è un po’ come usare il giubbotto antiproiettile contro una bomba, non vi pare? La sicurezza la si ottiene con una maggior attenzione e rispetto dei limiti, altro che! Io non ci casco, in questo trucchetto da automobilista-scarica-barile!
Alberta Turbolenta Schiatti
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