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fastidi e dolori in bicicletta

Fastidi e dolori in bicicletta. Pedalando, infatti, non è raro soffrirne a causa della posizione poco naturale mantenuta, anche per molte ore, e della natura dei punti di contatto con la bicicletta stessa.

La connessione piede/pedale rappresenta il punto di contatto più importante non solo perché tutta la potenza “passa” da qui, ma anche perché, considerato come il piede sia vincolato al pedale attraverso il pedalino, tutto “parte dai piedi”.

Senza soffermarci sulle implicazioni che la posizione del piede può avere su postura, dinamica della pedalata e insorgenza di patologie varie (a carico in particolar modo del ginocchio) quali sono i disagi che più frequentemente interessano il piede?

Piccoli e grandi disturbi derivano in genere da fattori biomeccanici e anatomici che, quando concomitanti, diventano ancora più complessi da gestire.

Anomalie strutturali del piede (evidenziate talvolta dalla presenza di callosità o di zone più dolenti o osservando l’usura delle scarpe) possono fornire indizi importanti su potenziali disturbi in bicicletta.

Fastidi o dolori in bicicletta: la pianta del piede

Uno dei disagi più comuni riguarda la pianta del piede. Un semplice fastidio o un vero e proprio dolore, all’avampiede (metatarsalgia) che può persistere anche a riposo. È causato dal carico continuo su questa piccola area, aggravato dalla morfologia del piede stesso (piede cavo, dita a martello, alluce valgo ecc..).

Talvolta il dolore si concentra per lo più in corrispondenza della prima testa metatarsale (alluce) segno dell’infiammazione di due ossicini, le ossa sesamoidi e delle strutture adiacenti, che “soffrono” per il continuo sovraccarico anche a causa dell’assottigliamento dei cuscinetti adiposi che le rivestono (fisiologico con l’aumentare dell’età).

Quando il dolore è percepito più profondamente nell’avampiede, si tratta probabilmente del piede caldo. Più frequente nei mesi estivi a causa appunto, del caldo che fa gonfiare il piede, è accompagnato da calore e intorpidimento.

A volte si percepisce la sensazione di un corpo estraneo nella scarpa, come se una calza fosse arricciata.

Quando il problema diventa cronico il dolore persiste anche a riposo irradiandosi verso le dita con un danno anche permanente del nervo (Neuroma di Morton).

All’origine di questo disturbo la compressione di uno dei nervi interdigitali che viene schiacciato tra le ossa metatarsali.

Il problema può essere esacerbato da particolari condizioni anatomiche come il piede cavo, piatto o molto magro; o biomeccaniche come il carico distribuito su  un’area ristretta dell’avampiede (pedali con poca base peggiorano la situazione).

Scarpe troppo strette (non tanto di numero quanto di forma) o rigide, plantare non adeguato alla forma del piede, tacchetta troppo avanzata o mancanza di una soletta che dia supporto adeguato ecc.

Può risultare efficace stringere meno la scarpa, utilizzare calze più sottili, provare una soletta provvista di “bottone metatarsale” o personalizzata (specifica per ciclismo!) e comunque che fornisca un buon supporto all’arco longitudinale (valutandone la compatibilità in termini di volume con la propria scarpa).

Dolore alla parte esterna del piede?

Talvolta può risultare dolente anche la parte esterna del piede, in corrispondenza del quinto metatarso (mignolo) a causa di un eccesso di carico sul compartimento laterale soprattutto nei ciclisti molto potenti.

Questo problema si verifica più frequentemente con piedi a pianta larga, con tacchetta regolata troppo interna o a causa della tomaia della scarpa troppo rigida o stretta che non fornisce più sostegno lateralmente.

Infine il tendine d’Achille: fastidi e dolori in bicicletta

Per quanto il ciclismo sia meno traumatico della corsa il tendine d’Achille non è immune da eventuali problemi come gonfiore o tendinite.

Come per tutte le tendiniti anche quella dell’achilleo è causata da sovraccarico funzionale soprattutto se in concomitanza di alterazioni dell’asse di carico del tendine stesso (piede valgo).

Il tendine può infiammarsi, inoltre, a causa di una pedalata troppo “di punta”, perché la sella è troppo alta o la tacchetta troppo avanzata (leva troppo lunga del piede sul pedale) o a causa della tecnica stessa di pedalata.

La forma della scarpa, inoltre, non deve essere sottovalutata.

Il piede deve essere ben serrato all’interno e il tallone non deve muoversi ma allo stesso modo il bordo posteriore della tomaia non deve sfregare contro il tendine né contro l’osso calcaneare.

In base alle cause si adotterà una soluzione diversa: di tipo biomeccanico o fisioterapico, tenendo conto che le tendiniti e il nostro corpo in generale hanno bisogno di tempo e i carichi devono essere aumentati e re-inseriti rispettando sempre il principio della gradualità!

 

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