fbpx

THINKBIKEE’ chiaro a tutti (forse) che il mondo, sta cambiando, per molti è già cambiato.
Meno chiaro appare ciò che si deve fare di fronte al cambiamento. Al cambiamento si deve reagire, è ovvio, ma come? qual’è ora il modo corretto di stare al mondo?
Come dice il saggio dentro ad ogni crisi c’è una nuova opportunità. Lo stesso saggio dice anche (ma che palle questi saggi) che le opportunità capitano in ugual misura a tutti: alcuni le vedono, alcuni le colgono, alcuni nemmeno le vedono….”vanno su e giù copie sempre uguali, non le vedo più, neanche con gli occhiali…..”(Herbert Pagani)

La qualità della vita è importante, lo abbiamo capito, facciamo fatica a ridurne il tenore. Abituati al benessere, abbiamo dimenticato che il primo stimolo al progresso è la necessità, abbiamo ritenuto la crescita del PIL erroneamente inarrestabile. Ora siamo arrivati allo stop. Fermi e si riparte (almeno si dovrebbe). Ma mica tutti lo rispettano, lo stop.
Anche se siamo di fronte ad uno di quegli STOP che si fanno rispettare.

Stop arrogance, think bike.

E allora, sempre i soliti saggi ci dicono che si deve cambiare, ben attenti a non dirci però, come e con quali strumenti (se non le solite tasse e, come al solito, solo per quelli che le pagano).  Il modo, per dirla alla Mogol-Battisti, “lo scopriremo solo vivendo”.

Il tenore dei consumi e dello shopping è sovente confuso con lo sviluppo strutturale e la crescita economica…deve ripartire l’economia, ma qual’è il primo passo da fare e in quale direzione? La vita collettiva inizia nella coscienza dei singoli, ha detto (e scritto) una volta Valentino Bompiani.

Su questo possiamo meditare pedalando e pedalare meditando. Si proprio pedalare, perché la bici aiuta anche a pensare.

La bici, prodigio meccanico per creare emozioni, miracolo di eterna e immutabile tecnicità, alchimia di sobrietà, agilità, essenzialità. Stop arrogance, think bike.

Le donne odiavano il jazz, e non si capisce il motivo…(P.Conte)

I numeri della manifestazione di Roma del 28 Aprile sono incerti (tra i 20 e i 50mila), ma comunque significativi e molto positivivi per il movimento, a tutti l’invito ad interpretare nel migliore dei modi questo vento nuovo. Stop arrogance, think bike