Bike fitting (1)

tecnica & pratica

Bike fitting

Perché fare un bikefitting? Per stare in sella comodi ed esprimere tutto il proprio potenziale!

Le due cose, non si direbbe, vanno spesso insieme!

Non necessariamente infatti una posizione aerodinamica è efficace se il ciclista non è comodo, anzi!

Spesso è più efficiente la pedalata di chi è in un assetto più conservativo rispetto a chi,  aerodinamico ed aggressivo, fatica a mantenere la posizione (con un maggior dispendio energetico!).

A chi serve fare il posizionamento?

A tutti! Non riguarda solo i pro poiché sono proprio gli amatori, magari non più giovanissimi e senza dubbio meno atletici (meno flessibili e forti), a beneficiarne maggiormente.

Capita di rivolgersi ad un biomeccanico solo quando subentra un mal di schiena, un dolorino al ginocchio, un formicolio alle mani…l’ideale sarebbe invece rivedere la propria posizione proprio per prevenire, piuttosto che dover risolvere, questi fastidi.

Quando fare un posizionamento?

Sempre: soprattutto quando ci si avvicina all’attività ciclistica; quando si acquista una bici nuova (che potrebbe avere geometrie diverse da quella precedente); quando vengano cambiati dei componenti (la sella o le scarpe ad esempio); quando si vuole migliorare la propria posizione o tutte le volte in cui ci rendiamo conto che il nostro corpo (che non è immutabile nel tempo) è cambiato.

Dopo un trauma o un periodo di inattività (cui può seguire meno flessibilità), un aumento (e, perché no? una diminuzione) di peso, un miglioramento di forma ecc…

Bike fitting, come si svolge il test?

Numerosi i metodi che si avvalgono di tecnologici sistemi di raccolta dati (Retul/Velosystem/Shimanobikefitting…).

Indipendentemente dalle modalità della raccolta dei dati (in genere ripresa video mediante marcatori LED sulle articolazioni di piede/caviglia/ginocchio/anca/spalla/gomito/polso) ciò che realmente può fare la differenza è la capacità del biomeccanico di trovare soluzioni ottimali in base all’interpretazione dei dati.

L’assetto finale è, infatti, il risultato delle scelte fatte dal biomeccanico nel rispetto delle sensazioni, degli obiettivi e di tutte le informazioni fornite dal ciclista: dei suoi dati antropometrici, che rappresentano un primo punto di partenza, ma, soprattutto, delle sue caratteristiche morfologiche, posturali e di flessibilità.

È, in definitiva, la posizione che consente il massimo del confort e della capacità di trasferire forza ai pedali col minor sovraccarico articolare e muscolare.

Il presupposto deve essere quello di adattare la bici al corpo e mai viceversa, facendo sentire il ciclista tutt’uno col suo mezzo e tenendo conto che se è possibile fare qualche piccolo “aggiustamento” alla bici (altezza/arretramento sella, lunghezza attacco manubrio/larghezza/inclinazione manubrio, inclinazione e corsa delle leve ecc…) non è possibile pretendere “aggiustamenti” dal nostro corpo!

Occorrerà, tra l’altro, tenere conto che, se pedaliamo da anni in una determinata posizione, impiegheremo un po’ di tempo, e un po’ di km, ad adattarci ad eventuali modifiche; tener conto, inoltre, che non possiamo incaponirci e pretendere di trovare l’assetto perfetto, pur con le dovute modifiche, se abbiamo una bicicletta della taglia sbagliata (il bike fitting può essere d’aiuto proprio a trovare la taglia e la geometria giusta).

Cosa prevede una seduta di bike fitting

  • un’anamnesi preliminare per inquadrare la tipologia del ciclista (pratica ciclistica/km annuali/uscite settimanali/obiettivi ecc.) e mettere in luce eventuali infortuni o problematiche (in sella e non).
  • Una valutazione fisica “a secco”: statica per analizzare eventuali alterazioni della normale morfologia (scoliosi, cifosi, valgismo/varismo di ginocchia, dismetria arti inferiori, piede piatto, ecc…) e dinamica per evidenziare eventuali deficit muscolari/alterazioni posturali (pronazione arco plantare, tensione della bandelletta ileo-tibiale ecc).
  • Il fitting vero e proprio (con la propria bici sui rulli o ciclosimulatore) avviene mediante regolazioni dei punti di contatto del ciclista con la bicicletta; si procede dall’interfaccia piede/pedale (regolazione della tacchetta, che condiziona molti dei parametri successivi) passando per l’analisi e le regolazioni della sella (tipologia/larghezza/altezza/avanzamento/inclinazione) per terminare con le regolazioni del manubrio (altezza/distanza dalla sella/larghezza/inclinazione ecc…).

Noi di Turbolento siamo stati presso il centro di biomeccanica BikeitaliaLAB di Bikeitalia dove abbiamo avuto modo di fare un bike fitting… ma questo sarà oggetto del prossimo articolo!

 

Daniela Schicchi

Marco Pastonesi

Paola Gianotti

Alberta Schiatti

Paolo Tagliacarne

Francesca Luzzana

Paolo Della Sala

Anna Salaris

Francesca T

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