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Road Racing Cinelli and trekking/hybrid Bianchi bikes

Exclusively online reservation. It's forbidden to enroll in any bike competition with our bicycles.
Prenotazioni esclusivamente on-line. Non è consentito partecipare a gare con le biciclette noleggiate.

PICK-UP & DROP-OFF

Rossignoli - C.so Garibaldi 71 MI
@45.4750212,9.1812474,17

Base Milano: Via Bergognone 34 MI
@45.452549, 9.164213

ROAD RACING / HYBRID BIKES

Road racing: Cinelli Veltrix and Saetta carbon frame, Semper cycletoruring alu frame (rear rack optional)
Trekking: Bianchi 24v, cycletoruring and easy gravel, rear rack

FITTING

When you pick-up the bike we fit on you. Bring with you your own pedals to maintain your cleats regulation.
Fitting al ritiro bici. Portate i vostri pedali per mantenere la vostra regolazione standard scarpa-attacco.

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FROM JUNE TO SEPTEMBER  NO SINGLE DAY RENTAL
da giugno a settembre il noleggio per singola giornata è sospeso

Milano-Voghera & back

Milano-Voghera & back

Milano-Voghera & back

Milano / impegnativo / 160 km / 300 D+

k

DESCRIZIONE

E i chilometri sono più lunghi perché…è grigia la strada ed è grigia la luce, e Broni Casteggio Voghera, son grigi anche loro, c’è solo un semaforo rosso quaggiù…dove tutte le armoniche di questa pianura son nate e qualcuno le suona così… (Paolo Conte La fisarmonica di Stradella).

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Quando vi gira di fare una lunga pedalata di pianura, questo è un percorso adatto, anche da soli, per pensare e pedalare, canticchiare e pedalare, pedalare e pedalare.
Per le lunghe pedalate di pianura ci vuole la predisposizione d’animo, la pazienza di aspettare che il paesaggio e l’orizzonte cambino con lentezza. Se un lungo rettilineo è “deprimente”, la minima e semplice elevazione di un argine sarà “tonificante”.

Così si alternano le sensazioni di pianura, tra paracarri, campi, cascine, cimiteri di campagna e cavalcavia sulle autostrade, che portano al mare. In lontananza, nelle giornate più terse, il profilo degli Appennini dell’Oltrepo. Che ci aspettano, quando le nostre gambe avranno macinato qualche centinaio di chilometri piatti. Per essere pronti ad affrontare le salite.

Leggermente più corto, ma altrettanto piacevole per chi apprezza il pedalare di pianura, il percorso “racconto di acqua e di pianura” che non percorre il crinale a sud di Voghera.

b

PROFILO TECNICO

Da Milano con estrema facilità si raggiunge Pavia seguendo tutto il Naviglio Pavese, restando sulla ciclabile a fianco del canale. Punto naturale di partenza la Conca Fallata.

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Giunti a Pavia si segue sempre il Naviglio, si passa sotto la tangenziale e si prosegue quasi fino alla confluenza con il Ticino, dove il Naviglio restituisce al fiume l’acqua presa in prestito, qualche chilometro più a nord.

All’incrocio con Viale dei Partigiani a sinistra e con percorso decisamente intuitivo si arriva ad incrociare la grande strada che porta al ponte della Becca, dove il Ticino confluisce nel Po. Per evitare di pedalare per breve tratto sulla superstrada (come purtroppo fanno in molti), alla grande rotonda invece di scendere a destra, proseguire diritto, arrivando a Valle Salimbene, qui a destra per San Leonardo e rimettersi sullo stradone poco prima del ponte.

Superato il ponte, poche pedalate e sulla destra si imbocca l’argine, qui inizia la parte migliore dell’itinerario, una bella strada zitta che ci porta fino a Verrua Po, Casatisma, Verretto, quindi superando l’autostrada TO-PC a Molinara, frazione di Casteggio, si attraversano la ferrovia e la Casteggio-Voghera, salendo con viale alberato a Montebello della Battaglia e proseguendo lungo piacevolissimo crinale fino a Torrazza Coste quindi a sinistra per Codevilla, poi Retorbido in direzione di Rivanazzano. Alla rotonda di Retorbido a destra inizia il rientro a Milano con passaggio da Voghera uscendo in direzione di Torre Menapace, Silvano Pietra e Cornale, riattraversando il Po sul ponte in ferro (restaurato nel 2000) di San Nazaro de Burgondi. Si pedala ora verso San Nazaro, poi Scaldasole, da qui a sinistra verso Alagna, quindi Garlasco (abituale e doveroso omaggio a Malabrocca), San Biagio e il ponte di barche di Bereguardo.

Dal Ticino, si sale verso l’abitato, si passa tra chiesa e castello, si supera l’incrocio con la provinciale tenendosi leggermente sulla sinistra. Di fronte a noi un piccolo slargo. Siamo nel punto in cui il Naviglio di Bereguardo finisce, disperdendo le sue ultime acque nelle rogge di irrigazione.

Da qui si percorre la ciclabile che costeggia il Naviglio di Bereguardo in direzione nord fino al ponticello in prossimità della cascina Conca. E’ questo il più antico ponte di questo sistema di canali, da qui a destra verso Rosate e siamo sulle nostre solite Strade Zitte. Da qui a Noviglio, quindi a sinistra verso Gaggiano, abbandonando questa strada per prendere la minuscola stradina per Tainate, quella del “Giro di Renzo Zanazzi”. Si passa dalla Cascina Grande, poi Copiago e Villandolo, il lago del Boscaccio, Trezzano dove al secondo semaforo si gira a sinistra sul ponte gobbo per prendere la ciclabile lungo l’alzaia del Naviglio Grande che ci riporta a Milano, dopo circa 160 chilometri di sana e allenante pedalata di pianura.

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I percorsi sono in costante aggiornamento tuttavia, per le più recenti modifiche alla viabilità locale, alcune indicazioni potrebbero non corrispondere alla nuova viabilità.

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BUONE PEDALATE - ENJOY YOUR RIDE

Ma una birra fa gola di più…

Ma una birra fa gola di più…

Ma una birra fa gola di più…

Milano / medio / 94 km / 200 D+

k

DESCRIZIONE

Percorso che porta, dai Navigli, ad una delle piazze più belle d’Italia, La Piazza Ducale di Vigevano, che per noi milanesi è raggiungibile in bicicletta con bellissima strada e neanche tanta fatica. E’ tutta pianura. Per arrivarci bisogna passare al di la del Ticino con uno dei suoi numerosi ponti, quasi tutti, ahimè, inadeguati alla mobilità più lenta e dolce di noi ciclisti. 

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Uno ne resta, piacevole, bello, tranquillo e caratteristico, quello di barche di Bereguardo. Con le sue tavolacce di legno, purtroppo massacrate dalle troppe auto in transito, che non rispettano il limite di velocità consentito. Con i suoi alti e bassi, dovuti al livello dell’acqua nel fiume.

Le strade zitte per raggiungere Bereguardo dal centro di Milano, sono più molteplici. La più breve è quella che passando da Binasco, con un tratto parallelo alla MI-GE arriva a Soncino, poi Trovo e quindi Bereguardo. Qui proponiamo una variante con passaggio da Vernate per non stare a pedalare di fianco al rumoroso traffico autostradale.

E’ questo uno dei molti itinerari dei Navigli a ovest di Milano, verso il Parco del Ticino. Un percorso ciclistico che unisce lo splendore della Piazza Ducale di Vigevano al paesaggio e ai colori dei Navigli milanesi. Con una delle più belle strade zitte della zona, quella che da Parasacco porta a Borgo San Siro e a Gambolò. E speriamo che la dabbenaggine di chi amministra il territorio, riesca a conservarla, nel tempo, così com’é.

Per il rientro da Vigevano, si può comodamente ricorrere al treno. Nella versione integrale la distanza da percorrere è di 94 chilometri.

b

PROFILO TECNICO

Dalla Darsena si prende il Naviglio Pavese. Si supera la prima conca (Via Darwin) e la circonvllazione in direzione della Conca Fallata. Si segue il Naviglio fino a Binasco, seguendo l’Alzaia, a tratti ciclabile e a tratti no.

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A Binasco si entra in centro dirigendosi verso il castello, gli si gira attorno, arrivando in via Luciano Manara, da qui a destra in via Marconi, seguendo la strada di campagna che affianca l’autostrada.
A sinistra sul cavalcavia in direzione Pasturago, Vernate, Merlate. Qui a destra verso la grande rotonda di Casorate che si attraversa in direzione Motta Visconti. Prima dell’abitato di Motta a sinistra si prende l’alzaia dei Naviglio di Bereguardo. A fine Naviglio, si sbuca di fronte al Castello di Bereguardo, che si lascia sulla destra dirigendosi verso il Ticino e il ponte di chiatte.

Superato il ponte si prosegue in direzione di Garlasco. Alla prima piccola rotatoria – segnaliamo la Trattoria da Pasquale – a destra in direzione Parasacco. Inizia una bellissima strada zitta – sp3 – che passando dalla Cascina Occhio e dalla successiva Vallazza, porta a Borgo San Siro. Si attraversa la 206 entrando in paese, dove si tiene di nuovo la destra in direzione Torrazza. In prossimità di questo piccolo borgo, dove la strada su cui pedaliamo si riunisce alla provinciale 206, si volta a sinistra attraversando Torrazza per seguire la sp105 fino a Gambolò. Si attraversa il piacevole paese (suggeriamo una pausa caffè alla bocciofila) in direzione nord. Si esce da Gambolò sul lungo rettilineo che porta a Vigevano, entrandovi da Corso Genova. Pausa birra in piazza e si riparte tornando sulla circonvallazione, uscendo da Corso Milano verso la SS494 che consente di riattraversare il fiume Ticino. Si pedala per un paio di chilometri sulla statale (fascia di rispetto sufficiente per procedere in fila indiana) fino a Soria Vecchia, al semaforo a destra verso Ozzero – sp52 – ritrovandosi sulla strada zitta che si percorre per il rientro da Morimondo, passando da Caselle, Gudo Visconti, Vigano e Gaggiano. Con rientro a Milano dal Naviglio Grande.

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Mattino presto a Morimondo

Mattino presto a Morimondo

Mattino presto a Morimondo

Milano / facile / 65 km / 150 D+

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DESCRIZIONE

Un giro turistico in bicicletta alle porte di Milano. Con andatura sportiva si chiude in meno di 3 ore. Con passo più rilassato e magari un caffè lungo la strada, tra le 3 le 4 ore di piacevole paesaggio. Si fa spesso e ogni volta è un piacere. Come bere il caffè.

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Sembra incredibile, ma dopo tanti anni che pedaliamo sulle strade di casa nostra riusciamo a scovare ancora qualche variante inedita, come questo giro breve, che al mattino presto, d’estate, è ottimo come allenamento, veloce e nervoso. Suggeriamo l’uscita il più possibile sulle ciclabili esistenti per evitare il traffico di auto in ingresso in città.

L’Abbazia merita sempre una visita e al mattino presto il silenzio e la luce radente la rendono ancora più bella. Il piccolo bar affacciato sul bel prato-cortile però non apre prima delle nove, quindi per questa volta il caffè lo prendiamo in pasticceria a Gaggiano.

b

PROFILO TECNICO

Si esce dal Naviglio Grande, seguendo l’alzaia fino a Corsico, Trezzano e Gaggiano, a metà circa del tratto di alzaia ciclabile che porta ad Abbiategrasso, si volta a sinistra entrando in Vermezzo. Il percorso è ben segnalato dai cartelli della ciclabile per Rosate, quindi nessun dubbio: si seguono i cartelli.

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Si prosegue sempre su piccole strade verso Zelo Surrigone, quindi Gudo Visconti e infine Rosate. All’incrocio con la provinciale, o circonvallazione di Rosate, si prosegue ancora diritto, prestando molta attenzione al brutto attraversamento con arteria a traffico veloce. Dopo circa 600 metri sulla destra si prende la piccola strada che porta alla Cascina Contina e quindi alla Cascina Conca sul Naviglio di Bereguardo. Si supera la cascina Conca arrivando ad incrociare la statale 526, si va a sinistra in direzione Fallavecchia e Besate. Dopo un curvone verso sinistra la strada scende, piega a destra e qui sulla destra ritorniamo sulle nostre piccole strade in località “fosso morto”.
Al primo incrocio a destra, sulla sinistra si va alla Cascina Caremma, pedalando sulla piacevolissima, piccola e tortuosa strada nella valle del Ticino. Si supera la Cascina Cerina di sotto e di fronte alla seconda Cascina Cerina, quella di mezzo, si volta a destra, per arrivare, salendo, all’abbazia di Morimondo. Si intravede tra il verde del Bosco Vacaressino, la cima della torre campanaria.

Si riparte in direzione della statale 526 che si attraversa prendendo la piccola strada di fronte a noi che porta all’alzaia del Naviglio di Bereguardo, si volta a sinistra e poi sempre diritto fino ad Abbiategrasso. Si prosegue costeggiando sempre il canale su pista ciclabile fino al punto dove il Naviglio di Bereguardo si stacca o meglio “nasce” come derivazione del Naviglio Grande. Da qui si ripercorre tutta l’alzaia ciclabile, dritto dritto, fino a Milano. A Gaggiano, lungo il naviglio, prima del ponticello ciclo-pedonale, segnaliamo un ottimo panificio-pasticceria, per il caffè che non siamo riusciti a bere a Morimondo. Si attraversa quindi il ponte pedonale per rientrare in città lungo l’alzaia ciclabile, con il Naviglio Grande sulla nostra destra.

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Il Ticino tra Lombardia e Piemonte

Il Ticino tra Lombardia e Piemonte

Il Ticino tra Lombardia e Piemonte

Milano / impegnativo / 152 km / 300 D+

k

DESCRIZIONE

Un giro “da allenamento” su provinciali con scarso traffico dove pedalare veloci, in gruppo, per parecchi chilometri. Rilassandosi al rientro lungo il Naviglio Grande da Oleggio a Milano. A tratti contemplativo, a tratti da “rapporto basso e tieni il passo”. Filosofia che non ci fa impazzire, ma ogni tanto ci sta.

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SEGNALIAMO per una sosta appetitosa, uno dei ristori a Boffalora Sopra Ticino, lungo l’alzaia, o di fronte all’imbarcadero.

b

PROFILO TECNICO

Da Milano-Darsena si prende Via Ascanio Sforza per raggiungere la Conca Fallata e uscire dalla città dall’alzaia del Naviglio Pavese. Si raggiunge Binasco seguendo la “quasi ciclabile” sempre lungo l’alzaia, diciamo “quasi” perché solo a tratti è dedicata esclusivamente alle bici.

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Da Binsaco si segue la strada zitta “Quasi Pavia” fino a Rognano, da qui al primo incrocio a destra verso Battuda poi Torradello, Trivolzio e Bereguardo. All’incrocio con la 526 si attraversa diritto imboccando la piccola stradina di fronte che ci porta alla sp130, in prossimità di Torre d’Isola. Al primo incrocio a destra arrivando sulla strada che dal Castello di Bereguardo scende al Ticino e al ponte di Barche.

Attraversato il ponte di barche, alla prima piccola rotonda a destra seguendo l’indicazione Borgo San Siro. Una piacevolissima strada zitta che per circa 10 chilometri ci fa apprezzare il paesaggio della valle di pianura del Ticino. Si attraversa la sp206 entrando a Borgo San Siro. A destra, direzione nord fino al punto in cui la strada che esce dall’abitato si riunisce alla provinciale con strano e contorto innesto che si evita girando a sinistra in direzione Torrazza e Gambolò lungo la sp105.
Gambolò è una bellezza inaspettata della nostra pianura. Ci sta una breve sosta, prima di uscire in direzione Vigevano. Splendida la Piazza Ducale. I chilometri percorsi dalla partenza sono 53 e siamo circa ad un terzo della distanza totale di questa lunga giornata in bicicletta.
Si esce da Vigevano verso nord in direzione di Cossolnovo pedalando lungo la provinciale 206 che poi divente sp4 dell’Ovest Ticino, il cui traffico della domenica mattina è decisamente accettabile. Pedalando di buona lena sulla provinciale si superano gli abitati di Cerano, Trecate e Romentino, scegliendo se restare sempre sulla provinciale o attraversare ogni singolo centro abitato. E’ questo il tratto meno piacevole dell’itinerario, come alternativa ci si può spostare sulle piccole strade, in parte anche sterrate più vicine al Ticino. Dopo Romentino si supera la linea ferroviaria dell’alta velocità e l’autostrada Milano-Torino con nuovo cavalcavia dotato di ciclabile (sulla carreggiata non è consentito il transito delle biciclette), che porta a Galliate. Qui si può scegliere se attraversare il Ticino al ponte di Turbigo lungo la statale 341 in direzione nord-est o proseguire fino ad Oleggio, direzione nord e da li arrivare al vecchio ponte in ferro, dove inizia l’Alzaia del Naviglio Grande.

In questo secondo caso i chilometri totali sono più di 160, tagliando al ponte di Turbigo si risparmiano circa 20 chilometri.

Proseguendo ancora verso nord si superano Cameri e Bellinzago, ad Oleggio si volta a destra, direzione est seguendo le indicazioni per Malpensa. In circa 5 chilometri si arriva al Ticino e subito dopo a destra si imbocca l’alzaia che riporta a Milano-Darsena costeggiando prima il canale industriale delle centrali di Tornavento e Turbigo, poi il Naviglio Grande. Da Vigevano al Ponte sono 45 chilometri, in totale dalla partenza quindi abbiamo percorso 98 chilometri. A Milano darsena ne mancano esattamente 60, ma è talmente piacevole l’alzaia che si dimentica (o quasi ) la fatica.
Dal ponte non servono indicazioni, si segue il corso dell’acqua pedalando a tratti a destra e in altri a sinistra del canale, guardandosi intorno per scoprire il paesaggio e le opere di ingegneria idraulica. Le lanche in prossimità delle cave, dove giravano le chiatte che portavano la sabbia in città, percorrendo il canale alla lenta e semplice velocità della corrente e la fitta vegetazione dei boschi del Ticino.
Un po’ noiosi, dopo averne pedalati ben 140, gli ultimi 18 chilometri diritti, diritti, tra Abbiategrasso e la città.

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IL Nido Delle Cicogne

IL Nido Delle Cicogne

Il nido delle cicogne

Milano / facile / 38 km / 100 D+

k

DESCRIZIONE

Itinerario che unisce i due Navigli milanesi, una bella e facile passeggiata in bicicletta con partenza dal Naviglio Pavese e rientro lungo il Naviglio Grande. E’ la numero 1 delle strade zitte, itinerario realizzato per la raccolta “sulle strade della PedalatAzzurra” pubblicata dalla Provincia di Milano nel 2001.

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NOTA DI SERVIZIO / All’inizio del 2006 è stato rifatto il tetto della chiesa e del campanile di Mairano, il nido delle cicogne rimosso e non rimesso a posto. Risultato: le cicogne da allora non ci sono ed anche il cartello che vedete fotografato nella descrizione dell’itinerario è stato tolto.

E’ un percorso breve, facile e piacevole per le molte piccole strade tra campi e cascine. Un paesaggio inaspettato per chi esce dalla città, una piacevole sorpresa che in poche decine di minuti, si raggiunge semplicemente pedalando. Forse il peggio è raggiungere in bicicletta l’alzaia del Naviglio Pavese, da qui si apre un mondo diverso, di confine tra la grande città e la prima campagna del Parco Agricolo Sud. Strade molto conosciute dai ciclisti più esperti, spesso sconosciute ai milanesi in cerca di facili gite fuori porta. Per lo scarso traffico della domenica può essere adatto anche a gruppi con bambini (con adulti in grado di guidare e condurre il gruppo).

b

PROFILO TECNICO

Da Viale Liguria si prende l’Alzaia Naviglio Pavese, la parallela di via Ascanio Sforza sulla destra rispetto al Naviglio; procedendo in direzione di Pavia, dopo 1 km circa si arriva alla seconda chiusa, detta Conca Fallata. Si continua sull’alzaia, all’altezza del ponte in ghisa (Gratosoglio), si gira a destra in Via Gattinara, si supera il cavalcavia sull’autostrada per Genova e si raggiunge il piccolo rondò di Assago – km 4,350 – qui si gira a sinistra (in alternativa si può attraversare il piacevole centro di Assago).

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Al semaforo successivo a destra, rotonda, campo di calcio, svincolo-rondò a sinistra, cavalcavia sulla tangenziale. Rettilineo. Di fronte alla Cascina Bazzanella piccola strada a destra, tortuosa tra rogge e campi. Tornante, Cascina Molinetto, incrocio di Gudo Gambaredo (mulino a pala). Segnaliamo l’antica Osteria Santoro.

Dalla direzione di provenienza a sinistra. Serie di curve tra i campi si prosegue seguendo l’indicazione Zibido fino alla Cascina Santa Marta e quindi al cavalcavia sull’A7 Milano-Genova.

All’incrocio dopo il cavalcavia, a destra, a quello successivo ancora a destra ripassando sull’autostrada (breve tratto di ciclabile che consente di evitare il rondò di Zibido). Arrivando ad attraversare la provinciale per entrare nel centro di San Giacomo, che si attraversa mantenendo la direzione Noviglio-Rosate.

Superato il centro di San Giacomo, una piacevolissima stradina di campagna passa dalle cascine Femegro, Tavernasco e Segrona arrivando a Mairano, dove è (dal 2006 dobbiamo dire ERA….) ben segnalato il nido delle cicogne sulla cima del campanile. I chilometri percorsi sono una ventina circa. La stradina attraversa il piccolo abitato di Mairano con due curve secche destra-sinistra; in prossimità dei giardinetti segnaliamo la trattoria del Pescatore. Di fronte alla trattoria si gira a destra in direzione Noviglio, imboccando il breve tratto di pista ciclabile parallelo alla nuova provinciale.Seguire la ciclabile che piega a destra per poi immettersi sulla piccola provinciale che porta a Tainate e Gaggiano.

Si arriva ad un incrocio con strada provinciale. Suggeriamo di attraversare la provinciale per prendere, giusto di fronte, la stradina abbandonata che porta alla vecchia Rosate-Gaggiano. Arrivati in prossimità del cimitero si entra nel parcheggio per prendere la ciclo pedonale che porta in centro paese. Da qui si attraversa il ponte ciclo-pedonale sul Naviglio prendendo la ciclabile che ci riporta a Milano.

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Caffè a Robecco sul Naviglio

Caffè a Robecco sul Naviglio

Caffè a Robecco sul Naviglio

Milano / facile / 58 km / 150 D+

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DESCRIZIONE

Un giro ciclo-turistico breve con andata e ritorno dalla città lungo l’alzaia del Naviglio Grande e un girovagare su piccole strade tra campi, cascine, il bel Castello Visconteo di Cusago, la piccola strada dimenticata per Cisliano e l’arrivo a Robecco di fronte a Palazzo Archinto. Il tutto concentrato in un’area di pochi chilometri, a breve distanza da Milano.

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Tranne la parte di percorso sulle piccole strade di campagna tra Gaggiano, Cusago, Cisiliano e Robecco, il percorso è interamente su ciclabile, quindi adatto anche a gite fuori porta con bambini (possibilità di rientro in treno dalle stazioni S9).

b

PROFILO TECNICO

Dall’Alzaia del Naviglio Grande in prossimità della Darsena, dove partono i battelli per la navigazione ci si dirige verso la chiesetta di San Cristoforo e le canottieri, utilizzando il comodo sottopassaggio per attraversare Via Valenza. Quello che una volta era utilizzato dai cavalli che trainavano le chiatte, risalendo la corrente.

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Si segue l’alzaia fino a Gaggiano dove, poco prima delle case e dell’area ciclopedonale, si volta a destra. Sottopassaggio ferroviario e incrocio con la SS494 che esce dalla città da Via Lorenteggio. Si attraversa imboccando la piccola strada tra i campi, di fronte a noi. Sempre diritto per circa 3 chilometri si arriva ad incrociare la sp114; al semaforo si attraversa la provinciale, proseguendo verso Cusago, si nota il castello sulla nostra destra. La strada principale piega a destra con curva secca e porta in centro a Cusago e al Castello, l’itinerario prosegue diritto sulla piccola stradina di fronte e subito a sinistra sulla vecchia via per Cisliano. Si arriva alla sbarra che blocca il traffico e quindi al cimitero di Cisliano. All’incrocio a destra, diritto all’incrocio successivo per voltare a sinistra in corrispondenza della fontana. Con percorso intuitivo si attraversa il paese, attenzione alla piccola rotonda (prima dei capannoni industriali) si deve voltare a destra in via Mazzini, per prendere la piccola strada che porta alla Trattoria San Giacomo e quindi all’attraversamento della sp227.
Quasi di fronte, leggermente spostata a sinistra, la stradina che prosegue per la cascina Belgioiosello, Cerello e Battuello. Si attraversa la provinciale con piccola chicane sinistra-destra e si continua a pedalare indisturbati sulla sp226, piccola, sincera e tranquilla strada di campagna. Superata la cascina Belgioiosello la strada prosegue con piacevoli curve tra i campi. Al primo incrocio, dopo una curva secca a destra, si abbandona la strada per Corbetta e si prende a sinistra in direzione Battuello e Robecco. Si pedala verso ovest ignorando tutte le molte stradine che a destra ci porterebbero a Corbetta. La 226 diventa 227, si supera Battuello (allo stop a destra e subito a sinistra) all’incrocio a T a destra, di nuovo verso Corbetta per circa 200m, di nuovo la prima a sinistra per Castellazzo de Bardi e Robecco.

Giunti a Robecco, pausa caffè obbligatoria, ci si porta sul Naviglio Grande e inizia il ritorno in città lungo l’alzaia, seguendo il senso della corrente e pedalando in uno dei tratti più belli di tutto il canale in direzione sud verso Cassinetta di Lugagnano, Albairate e Abbiategrasso. A Castelletto, sulla destra si stacca il Naviglio di Bereguardo e l’alzaia piega con decisione a sinistra, verso Milano. La strada sale, si ignora la SS494 sulla nostra sinistra, si attraversa il Naviglio scendendo a sinistra sull’alzaia che passando da Vermezzo, Gaggiano (pasticceria-panificio che merita un caffè accompagnato da brioche), Trezzano e Corsico, ci riporta, dritti dritti e sempre su percorso protetto, in città.

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Milano-Val Trebbia e Cinque Terre

Milano-Val Trebbia e Cinque Terre

Milano Val Trebbia Cinque Terre

Milano / impegnativo / 120 km / 1350 D+

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DESCRIZIONE

Milano Campiglia Classic – La Palermata 2010
Itinarario su lunga distanza. E’ la prima delle tre tappe di questo ricorrente, piccolo grande viaggio Turbolento verso le Cinque Terre.
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Centoventi chilometri e 1350 metri di dislivello, strade sempre zitte, tranne i 5 chilometri di stradone per l’attraversamento del Po al ponte della Becca, dove il Ticino butta le sue acque azzurre nel torbidume del grande fiume. Questi pochi chilometri di traffico ci vogliono, servono per capire la differenza e apprezzare di più la piacevolezza delle piccole strade di campagna e di montagna. Le strade zitte, appunto.

Pedalare, nell’accezione Turbolenta del termine, non è una pura attività fisico-sportiva, è una attitudine mentale, una predisposizione a fare scorpacciate di panorami e colori tipici del paesaggio italiano, che in questi luoghi di selvatico abbandono semi-appenninico, si ostinano a rifiutare con vigore la devastazione umana di cui tutti siamo, ahimè, maestri. Questi i pensieri nelle piacevoli discese, parecchio diversi da quelli nelle più faticose salite.

Da Milano a Pavia non si percorre la classicissima ciclabile del Naviglio Pavese, ma da Binasco si divaga per piacevolissime stradine tra il verde intenso di questa prateria padana e l’azzurro di smalto del cielo sopra Pavia. Si attraversa il Po nel punto in cui vi confluisce il Ticino, al ponte della Becca. Poi gli argini, Stradella, dove tutte le armoniche di questa pianura son nate e qualcuno le suona così…(p.conte), la Val Versa, il passaggio in Val Tidone verso il Penice, Bobbio e Marsaglia. La dove inizia l’alta Val Trebbia e nasce la Val d’Aveto c’è un ottimo punto tappa l’ostello/centro canoa, gestito da gentilissima e simpatica coppia di giovani sportivi. Grandioso il bagno nel Trebbia, le cui acque calme e calde sono accoglienti e ristoratrici dopo la giornata in sella, ottima la cena, insomma tutto perfetto.

Prosegui con la seconda tappa “da Marsaglia al Passo del Bocco”

b

PROFILO TECNICO

Da Milano Conca Fallata a Binasco lungo il Naviglio Pavese, poi stradine tra prato, grano e riso, per rimettersi sul Naviglio alle cascine Sirigari e Cassinino, pochi chilometri prima di Pavia. Per attraversare la città, si costeggia il naviglio fino al punto in cui la ferrovia lo attraversa, qui si piega a sinistra (verso il piazzale del cimitero) per imboccare, con percorso facilmente intuitivo, lo stradone che porta al ponte della Becca.
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Per un chilometro circa, tocca pedalare su una “statalona” (non c’è proprio alternativa per i ciclisti, a meno di provare con altro ponte sul Po) fortunatamente con banchina abbastanza ampia per riuscire a pedalare in relativa sicurezza, procedendo in regolarissima fila indiana.

Ponte della Becca, lungo e stretto, come tutti i ponti sul Po, sprovvisto di banchina per la viabilità ciclistica, con traffico veloce che difficilmente è “premuroso e sensibile” nei confronti dei più lenti. Tant’è, si passa e ci si toglie dal traffico voltando a sinistra quattro chilometri dopo la fine del ponte, in località Albareto, sulla sp55 in direzione San Cipriano Po e Stradella.

Si incrocia la sp10 Broni, quella che Paolo Conte canta come la Broni Casteggio Voghera….si prende a sinistra seguendola per poche centinaia di metri fino alla rotatoria dove sulla destra inizia la sp201 della Val Versa, che si percorre fino a Santa Maria. Circa un chilometro e mezzo dopo le ultime case del grosso centro abitato, sulla sinistra si prende la sp40 per Volpara e qui inizia la parte più bella di questa prima tappa. Si inizia a salire, scendere e risalire sui colli tra Oltrepo Pavese e Val Tidone, si supera l’abitato di Volpara continuando a pedalare sulla sp40, che dopo l’incrocio di Casa Calatroni diventa sp45 bis, si supera Stadera, quindi Pieve di Stadera in un continuo saliscendi, a volte anche sali-sali e scendi poco, su stradine dimenticate, in un paesaggio dominato da un accogliente cielo azzurro intenso e una campagna verde di filari, perfetti, che pazientemente aspettano settembre e i vendemmiatori.

Pensando, cantando e chiacchierando, si arriva ad incrociare la statale 412, si scende a sinistra verso Nibbiano, piccolo e bel borgo della Val Tidone, fontanella in centro paese, si esce seguendo la sp34 direzione Pecorara 480mslm. Superato il centro abitato, al primo bivio a destra si continua a salire dolcemente verso il Passo del Penice e la fame comincia a farsi sentire, in fondo è dalle 6.30 che pedaliamo, bene o male, turbo o lenti. Si cerca una trattoria che possa accogliere il gruppone, la troviamo a Cicogni, quasi a fine salita, quindi in posizione strategicamente perfetta…bravissimi a preparare un fuori orario per 34 persone con 8kg di pasta al sugo.Da Cicogni a Cadelmonte il passaggio è breve e, dopo un ultimo abbondante chilometro di salita pedalabile, quasi pianeggiante, poi discesona a Bobbio e ultimo sforzo “vallonato” per arrivare a Marsaglia.

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