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crescita pedalata interna lorda

crescita pedalata interna lorda

Il PIL, inteso come Pedalata Interna Lorda, cresce in controtendenza rispetto a quasi tutto il resto. Cresce dovunque, dagli Appennini alle Ande, dal Manzanarre al Reno. Perfino a Milano, in quella Milano in cui la ciclabilità progettata stenta, fatica, non sa spingere sui pedali, non sa cogliere l’attimo, non sa approfittare delle volate.

Dicono che le vendite di bici hanno superato per due anni di seguito quelle delle auto. Il problema, che allo stesso tempo è anche una ottima soluzione, è che le vendite di auto sono crollate….
Chi governa la mobilità (nel nostro piccolo a Milano partecipiamo ad un decotto tavolo per la ciclabilità), è intento a discutere di “macchine per tagliare il brodo” quando è sotto gli occhi di tutti che basterebbe rendere più scorrevoli le strade con semplice e regolare manutenzione del pavè, eliminando tronconi di rotaie inutilizzate, smettendo di tollerare le soste in seconda fila, multando seriamente le decine di irregolarità commesse (quelle dei ciclisti incluse)….e l’elenco potrebbe continuare a lungo, per riuscire a migliorare la circolazione, imparando a condividere gli spazi di tutti.

E l’Italia giocava alle carte e parlava di calcio nei bar….(anni ’70 Gaber, la presa del potere). Si parla e basta, anche dell’Expo si parla e basta, anche se qualcuno allarmato comincia a contare i giorni che mancano, vedendo tutto il resto che
manca. E la bicicletta, agile, discreta, silenziosa, elegante, pacifica, amica, emozionante prodigio meccanico, va, consolida le proprie posizioni sociali, diventa di tendenza, design, moda. Olandesina o fissa che sia, poco conta. E nascono a decine le nuove iniziative per diffonderla, amarla, usarla, rispettarla. Una delle ultime è bikeitalia.it una testata giornalistica indipendente, nata dalla volontà di Sandro, Pinz e di un pupazzo che si fa chiamare Bicisnob di creare una piattaforma che possa essere il punto di riferimento di tutto quanto ruota attorno alla bicicletta nel nostro paese. Che arriva dopo il movimento salvaiciclisti, la diffusione del 30 km/h – rendere le strade vivibili!, la Mobilità Nuova le decine di siti che diffondono percorsi cicloturistici, i tour operator che scoprono il turismo in bicicletta, insomma un tripudio ciclistico.

 


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