Milano-Cortina in bicicletta: una nuova suggestione estiva.

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Cinquecento chilometri, uno più bello dell’altro (6400D+)

Dopo lo splendore olimpico invernale, una nuova suggestione estiva per gli amanti del cicloturismo sportivo. Un nuovo e bellissimo giro che unisce le Strade Zitte alle ciclabili della Valtellina e dell’Alto Adige.

Lo spunto è stato innegabilmente il binomio Olimpico, due luoghi che nel nostro caso diventano partenza e arrivo di un nuovo entusiasmante cycletour italiano. Senza trascurare il passaggio da Bormio, dove faremo tappa prima di affrontare lo Stelvio e volendo una divagazione ad Anterselva con salita al lago omonimo e al Passo Stalle – vedi la Strada Zitta dedicata.

Suggeriamo a chi parte da Milano di prendere il treno fino a Monza e da qui iniziare a pedalare, seguendo in gran parte la traccia della Monza-Ghisallo.
L’uscita in bici verso il nord di Milano è decisamente poco bella, sicuramente lontana dallo spirito delle Strade Zitte.

Giunti a Bellagio, invece di salire dal lavatoio alla chiesetta, si scende all’imbarcadero per attraversare il lago con sbarco a Varenna, quindi lungolago fino a Colico e da qui la ciclabile della Valtellina che porta fino a Bormio. La prima tappa notte è fissata a Morbegno. (103k con partenza in bici da Monza, 700D+)

Vai alla Strada Zitta dedicata alla prima tappa

La seconda tappa è interamente lungo la ciclabile della Valtellina, 100 chilometri con 1000 metri scarsi di dislivello. Moltissimi i punti sosta lungo il percorso, per soddisfare sia chi cerca nel cicloturismo i risvolti gastronomici, sia chi va in cerca di aspetti culturali noti e meno noti.

Cosa si può dire di Bormio? se non che varrebbe la pena di fermarsi più di una notte per salire alla torri di Fraele e ai laghi di Cancano, andare a esplorare la Val Viola, la Val Zebrù o salire al Gavia dal meraviglioso versante di Santa Caterina. O invece rilassarsi alle piacevolissime terme dei Bagni Vecchi

Vai alla Strada Zitta dedicata alla seconda tappa

Sua Maestà lo Stelvio

La terza tappa è il clou di questo tour: si valica sua maestà lo Stelvio, affrontando i 33 tornati del versante sud, per scendere poi lungo i 40 tornanti del versante nord. Si passa davanti all’hotel dell’indimenticabile Gustavo Thoeni (Trafoi), poi Prato allo Stelvio e quindi Bolzano. Per un totale di giornata di 126 chilometri con 1550 metri di dislivello. Dalla cima dello Stelvio a Bolzano è tutta discesa, o quasi.

Vai alla Strada Zitta dedicata alla terza tappa

La quarta è una tappa di media distanza, 74 chilometri con quasi 1.800 metri di dislivello per valicare il Passo delle Erbe. L’alternativa per chi non se la sente di affrontare un secondo passo così impegnativo, è quella di proseguire lungo il fondovalle dell’Isarco fino ad incrociare la ciclabile della Val Pusteria.
Da Bolzano in direzione nord-est verso Bressanone, si pedala quasi sempre su ciclabile.

Superata Chiusa quindi Ponte San Cassiano e Prato dell’Ospizio, si arriva ad un bivio: dritto si prosegue verso la Val Pusteria (Bressanone), sulla destra invece si attraversa l’Isarco per imboccare la valle del Rio di Funes e salire fino al passo delle Erbe.
Chi volesse accorciare di un giorno il tour può optare per l’opzione Val Pusteria, arrivando direttamente a Villabassa, eliminando quindi la notte a San Martino in Badia.

La strada che sale al Passo delle Erbe è una bella e lunga salita, con vista eccezionale sulle Odle. Discesa ad Antermoia e quindi San Martino in Badia, nostra tappa di giornata. I più scatenati diranno che, avendo percorso solo 75 chilometri, la tappa si può allungare di altri 44 chilometri per arrivare a Villabassa, ma la velocità da contemplazione è altra cosa rispetto alla sfida con distanza e cronometro (diciamo noi). Godiamoci il paesaggio, le soste per ammirarlo, apprezzarlo, imprimerlo nella nostra memoria cicloturistica.

Le due ultime tappe sono molto brevi, potrebbero essere unite non fermandosi a Villabassa, ma di nuovo insistiamo nel sostenere che la bellezza dei luoghi impone una andatura da contemplazione, molte foto e magari qualche divagazione. Vale dunque la pena di fare tappa a Villabassa, dove ci sentiamo di suggerire la meravigliosa Gasthaus Adler della famiglia Pircher, non ve ne pentirete.

Prima di arrivare a Villabassa, la salita al lago di Braies merita di certo una variante alla traccia. Tra andata e ritorno si allunga di 16 chilometri aggiungendo 380 metri di dislivello, portando quindi il totale di tappa a 60 chilometri con 1000 metri scarsi di dislivello.

Ciclabile della Val Pusteria, un sogno.

Villabassa è un ottimo campo base per qualche giorno di grande ciclismo turistico. Una esperienza dolomitica davvero completa, con differenti livelli di difficoltà e la possibilità per i meno allenati di unirsi al gruppo con le e-bike. Oltre a Braies segnaliamo Anterselva e il Passo Stalle con sconfinamento in Austria e rientro in italia da Lienz (in bici o in treno).

E siamo all’ultima tappa: da Dobbiaco a Cortina. La via diretta è quella che da località Carbonin sale a Cimabanche, ma mica vorremo perderci il lago di Misurina, con vista sulle Cime di Lavaredo per poi proseguire verso il Passo Tre Croci, con relativa fantastica discesa su Cortina. Vedi il cycletour locale Val Pusteria e Dolomiti da Villabassa

Il cycletour Milano-Cortina può essere affrontato con bici da corsa, magari con copertoni da 28 per non perdersi il piacere di qualche “sterratino”, con bici gravel con copertoni poco scolpiti, con e-bike (se MTB montando copertoni non troppo tassellati); con un buon allenamento ed economizzando sapientemente il consumo delle batterie, si possono affrontare anche le tappe più lunghe.

NOTA BENE: la quarta e la quinta tappa non hanno ancora una scheda dedicata nella sezione le Strade Zitte perchè sono state realizzate “a tavolino“ e non ancora collaudate dai nostri genius loci. Qui di seguito trovate comunque i files GPX, chi avesse voglia di provare per noi queste due tracce, verificandone la bontà e inviandoci qualche immagine del i luoghi attraversati, farà cosa gradita e opera utile alla community delle Strade Zitte. Da valutare soprattutto la percorribilità con bici gravel dello sterrato iniziale della quinta tappa tra San Martino in Badia e l’innesto con la sp43.

GPX quarta tappa

GPX quinta tappa

Daniela Schicchi

Marco Pastonesi

pasto

Matteo Cardani

Alberta Schiatti

Paolo Tagliacarne

Paolo Della Sala

Piero Orlando

Anna Salaris

Francesca T

Federica Gallo

Daniela Della Ragione

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