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stop arrogance think bikeRagionando di trasporti e di logistica, la velocità commerciale è il rapporto tra la distanza percorsa ed il tempo impiegato per percorrerla. La velocità commerciale esprime l’effettiva quantità di tempo spesa per compiere un dato percorso, e pertanto il calcolo include tutti i tempi accessori e le soste necessari a completare il viaggio.

Se il viaggio prevede l’utilizzo di reti di trasporto fortemente trafficate, la velocità commerciale è ben altra cosa rispetto alla velocità potenziale dei mezzi utilizzati, e dipende invece fortemente dal livello di congestione delle reti utilizzate (fonte Wikipedia).

La attuale velocità commerciale media della città di Milano è di circa 13-14km/h (fonte Comune di Milano – Assessorato Trasporti e Mobilità).

Una persona adulta in buona salute, senza uno specifico allenamento, pedalando su una bicicletta efficiente, può facilmente sviluppare una velocità superiore a 13-14km/h.

L’area C del Comune di Milano ha portato a miglioramenti fino al +11,4% della velocità commerciale dei mezzi ATM (fonte RomaMobilità).

Il 60% della popolazione europea vive in ambiente urbano, considerando come tale le città con più di 10.000 abitanti (fonte Eurostat, dati pubblicati nel 2007). Poco meno dell’85% del PIL UE proviene dalle città.

Le città sono la forma di aggregazione più attrattiva dei tempi moderni, con aspetti di criticità dovuti alla eccessiva concentrazione di popolazione e attività. La mobilità urbana è una di queste criticità, una componente importante, oggi possiamo dire strategica, tra i fattori propulsivi delle città, un elemento chiave per lo sviluppo sostenibile e per la vivibilità dei luoghi ad elevata densità abitativa, di attività lavorative e di svago.

Le città che vogliono avere un futuro “appetibile” per i propri cittadini, non possono trascurare la buona gestione della mobilità, in tutte le sue forme, inclusa quella in bicicletta.

I luoghi che sapranno governare le politiche di mobilità risulteranno più attraenti nei confronti dei residenti, dei potenziali residenti e degli investitori, con una ricaduta favorevole anche sul patrimonio immobiliare e sullo sviluppo economico dell’area.

Better city, better life. E’ stato il tema dell’Expo 2010 di Shangai.

Un buon piano per lo sviluppo della ciclabilità deve considerare almeno tre variabili di successo:

l’organizzazione del servizio di bike sharing come integrazione alla intermodalità del servizio di pubblico trasporto;

la realizzazione di una rete di piste, sedi e percorsi ciclabili utili alla raggiungibilità dei differenti “attrattori” di traffico;

la sensibilizzazione e la promozione delle opportunità per muoversi in bicicletta.

La vera unità di misura della ciclabilità di una città, più che i km di piste ciclabili, è costituita dalla propensione dei suoi cittadini all’utilizzo della bicicletta. Tale propensione può essere incentivata e sostenuta con interventi di tipo sia strutturale che promozionale, creando le migliori condizioni per la ciclabilità e promuovendo comportamenti nuovi e diversi nelle scelte individuali di mobilità. Non solo con interventi specifici sulla ciclabilità, ma ampliando l’orizzonte ad un sistema integrato per la “new mobility”.

Il trasporto pubblico, se efficiente e ben ramificato, svolge una funzione fondamentale nel liberare le strade, concedendo nuovi spazi e maggiore sicurezza nella condivisione delle sedi stradali, anche a forme di trasporto individuale come la bicicletta.

L’organizzazione del servizio di bike-sharing come ulteriore mezzo di trasporto pubblico individuale, con la logica degli spostamenti di prossimità (ultimo miglio) e la realizzazione di piste, sedi e percorsi, sono interventi “strutturali” sul territorio.

In un mondo sovra-affollato di informazioni, bisogna sapere come far conoscere le nuove opportunità di mobilità e le modalità per accedervi da parte dei residenti, dei visitatori occasionali, di chi lavora/studia in città, dei turisti stranieri. Quattro diversi segmenti di possibili fruitori, con necessità e comportamenti diversi.

Chi vive e lavora in città, potendo scegliere la bicicletta per muoversi, con buona probabilità possiede una bicicletta di proprietà, quindi oltre alle piste/sedi/percorsi chiede parcheggi sicuri, comodi, di prossimità (quanto più possibile nei cortili dei luoghi di residenza e di lavoro).

Chi visita la città abitualmente, sapendo che esiste il servizio di bike sharing con facile accessibilità, sarà più invogliato ad utilizzare la intermodalità treno+bici, sapendo dove trovarla, a quali condizioni.

Chi visita occasionalmente la città (turisti) deve riuscire a sapere “subito” che esiste anche la possibilità “bici”, grazie al servizio bike-sharing e ad una rete di mobilità ciclabile e percorsi facilmente riconoscibili e ben segnalati.

L’industria continua a proporre auto e camion sempre più grandi, potenti e veloci, ma rallentati dalla effettiva velocità commerciale delle nostre strade e delle nostre città. La libertà viaggia spesso su due ruote agili e silenziose. Meditate pedalando, pedalate meditando.