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Mahatma Gandhi Indian hero

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Bicicletta = cambiamento

La bicicletta è un prodigio meccanico che sa creare emozioni. E’ un contributo al cambiamento. E’ una macchina perfetta per creare relazioni sociali e per conoscere meglio se stessi. Andare in bicicletta ci porta in uno stato di solitudine meditativa socializzante.

Nella sua agile, dinamica, silenziosa e lenta velocità, permette di pensare, entrare in armonia perfetta con l’ambiente e ridisegnare il territorio, inventando itinerari e percorsi inediti, creando infinite e nuove configurazioni anche dei luoghi a noi più conosciuti. E’ sempre più evidente la necessità e il desiderio di recuperare il senso del territorio, del bello da cui tutti vorremmo essere sempre circondati. Il pubblico sensibile non è più la “nicchia” di chi ama la bicicletta, ma si allarga a tutte quelle persone che amano la natura e la vita all’aria aperta.
I luoghi che negli ultimi decenni della nostra storia, hanno inseguito le esigenze legate alla concentrazione abitativa e industriale, devono oggi poter soddisfare la crescente domanda di spazi, servizi e attività che possano migliorare la qualità della vita. Tra queste la crescente richiesta di socializzazione (reala, non virtuale), di mobilità individuale, di attività sportiva all’aperto e in armonia con l’ambiente. Ambiente di cui tutti siamo parte responsabile.
L’attuale fase di crisi sarà superata solo con una logica sobrietà, il concetto di sviluppo e progresso allora non potrà più limitarsi al conteggio del PIL e a valori puramente economico-finanziari, ma dovrà inglobare l’aumento graduale e costante di tutte quelle libertà, responsabilità e attività che rendono migliore la vita umana.

Oggi dobbiamo pretendere dall’esubero di mezzi e tecnologia di cui disponiamo, soluzioni pratiche, oneste ed efficaci per migliorare davvero la qualità della vita, abolendo sprechi ed eccessi. Solo così si può ricominciare a fare sviluppo, anche economico. Più che finanziario.

Non si vive di solo PIL

Il cambiamento deve essere anche qui. E’ necessario spostare il focus verso elementi e riferimenti nuovi, tenendo conto delle nuove esigenze sociali orientate anche alla fruizione di spazi, nelle città e fuori città, curati, ricchi di valori culturali, paesaggistici e naturali adeguati alle nuove esigenze. Le città sono attraenti per le molteplici strutture e infrastrutture che offrono, la criticità è dovuta alla densità abitativa e alle tante attività lavorative e di svago, concentrate in poco spazio.

E’ ormai evidente che le città e i luoghi a forte gravitazione di pubblico, attraverso un buon controllo della mobilità potranno aspettarsi maggior successo diventando più attraenti nei confronti dei residenti, dei potenziali residenti e degli investitori. Grazie alla sua indubbia comodità, l’uso dell’auto aumenta ovunque, tranne in quelle realtà che hanno saputo attuare politiche di governance della mobilità.

Il trasporto pubblico deve sempre più giocare un ruolo rilevante, collaborativo e complementare a quello privato e alle politiche per la ciclabilità. I mezzi pubblici, se efficienti e regolarmente utilizzati, hanno un ruolo di rilevanza strategica per “liberare” le strade e concedere più spazio a forme di trasporto meno invasive. Non vuole essere una battaglia contro le auto che tutti usiamo con soddisfazione e praticità, ma un invito ad un moderno, civile e ormai indispensabile concetto di condivisione degli spazi. Un pubblico sempre più vasto è ormai maturo per affrontare questo importante cambiamento.

E allora come diceva il Mahatma Gandhi: “sii tu il cambiamento che vuoi dal mondo”.

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