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Come abbiamo visto nel precedente articolo la seduta di bikefitting si compone di un’anamnesi preliminare, una valutazione fisica ed il posizionamento vero e proprio. Abbiamo avuto modo di testare una seduta di bike fitting presso il centro bio-meccanico di Bikeitalia, che ringraziamo per l’interessante opportunità offertaci. Durante la visita abbiamo avuto modo di constatare la validità e la professionalità del metodo, apprezzando in particolar modo, l’attenzione dedicata al ciclista, ai suoi obiettivi e alle sue specifiche esigenze.

Bike fitting come funziona?

Inizia con un utile questionario da compilare in tutta tranquillità on-line, primo approccio che consente ai tecnici (un fisioterapista ed un laureato in scienze motorie) di conoscere aspettative e problemi del ciclista. E al ciclista di porre il focus sulle proprie sensazioni/fastidi in sella e riportare alla mente eventuali infortuni pregressi che possono incidere sia sulla postura che sul comfort.

Prosegue presso il centro BikeitaliaLAB dove viene fatta un’iniziale valutazione fisica volta a determinare le caratteristiche posturali, morfologiche e di flessibilità del ciclista.

Si monta quindi in sella per il posizionamento vero e proprio: si pedala sui rulli con la propria bici. Con appositi marker posti sulle articolazioni di piede, caviglia, ginocchio, anca, spalla, gomito e polso, il ciclista viene ripreso dalla telecamera e ogni dato registrato (così come l’assetto della bici in modo da poter ritrovare, eventualmente, la posizione originaria).

A questo punto si procede, uno step alla volta, con le modifiche e/o regolazioni ritenute più opportune per garantire al ciclista il massimo del confort e della capacità di trasferire forza ai pedali col minor sovraccarico articolare e col miglior compromesso aerodinamico possibile. Il primo passaggio è il check della posizione delle tacchette (aggancio scarpa/pedala), basilare poiché condiziona molti dei parametri successivi (allineamento ginocchio/pedale, angolo del ginocchio nel punto morto inferiore ecc…). Molto pratico lo strumento Ergon TP1 (per tutti i tipi di pedale: Look, Speedplay, ma anche Shimano SPD e Crank Brothers) che permette di ridurre al minimo gli errori di regolazione sui tutti i piani, e di ricalcare esattamente la posizione originaria in caso di cambio tacchette.

Viene poi analizzato l’interfaccia sella/bacino: prima di salire in sella viene misurata la distanza tra le ossa ischiatiche ed il grado di mobilità del bacino mediante una sorta di “tappetino” pressurizzato (in cui è presente un sensore collegato ad un software con un database di selle di diversi marchi) che permette di individuare la tipologia di sella più adatta in quanto a dimensione, forma e tipologia.

Bike fitting, le regolazioni

Viene valutata innanzitutto la posizione della sella (altezza, arretramento, inclinazione) con relativi angoli di lavoro al ginocchio (ma anche alla caviglia e all’anca); con pedivella nel punto morto inferiore e in posizione orizzontale, nel punto di massima spinta, alla ricerca della miglior efficienza muscolare e del minor stress femoro-rotuleo.

Di grande aiuto le informazioni fornite da un sensore calzato sulla sella che in tempo reale fornisce dati (rappresentati graficamente) relativi alla percentuale di distribuzione della pressione del bacino sulle diverse aree della sella ed ai movimenti del bacino  stesso (basculamento, rotazione e antiversione) durante la pedalata.

Una volta definito l’assetto in relazione ai punti di contatto di pedali e sella si procede con eventuali modifiche sul manubrio valutando gli angoli del busto, del braccio e del polso sempre alla ricerca del miglior compromesso tra efficienza/ comodità ed aerodinamica. 

Durante il posizionamento, inoltre, il ciclista indossa un pantaloncino dotato di sensori elettromiografici che registrano la percentuale di attivazione muscolare (attenzione, non la potenza espressa) dei principali muscoli (glutei, estensori e flessori) per ogni fase della pedalata, valutando così eventuali deficit neuro-motori o squilibri muscolari.

Il ciclista è invitato a spingere sui pedali per qualche minuto dopo ogni singola modifica così da rendersi conto in modo quanto più possibile “realistico” della nuova posizione. 

Alla fine della sessione viene fornito un report completo ed esaustivo con le eventuali variazioni, le nuove misure della bicicletta, le indicazioni su come gestirsi durante le prossime uscite e la richiesta di fornire un feedback che permetta al ciclista di sperimentare sul campo il nuovo assetto e al bio-meccanico di fornire eventuali indicazioni aggiuntive.

Si torna quindi in sella con maggior consapevolezza, certi che una modifica, per quanto minima, possa aiutare a stare più comodi, a prevenire disturbi e a renderci più efficienti!

E si torna a pedalare con nuove aspettative: curiosi di scoprire come il nostro corpo reagirà alle piccole o grandi modifiche, certi di essere stati seguiti in modo professionale, completo e di potersi avvalere di consigli aggiuntivi per ogni ulteriore necessità.

Bike fitting, Bikeitalia e Turbolento

In virtù della partnership Bikeitalia-Turbolento 2022, i Turbolenti che desiderano sottoporsi a visita bio-meccanica avranno la tariffa agevolata: 200€ invece di 250€.

Buone pedalate

 

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