Insegui il Sole prima del Tour de France

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Insegui il Sole: è una ride, non è una corsa.

Velocità e lentezza. Versanti e tornanti. Si sale e si scende. Denti stretti e sorrisi sperticati. È una ride, non è una corsa. Ma c’è un però: la settimana dopo anche i corridori del Tour de France passeranno di qui. Per un bel tratto, ma nella direzione opposta. Al contrario, quindi. Che non vuol dire per forza in modo differente, perché chi pedala alla Chase the Sun insegue il sole. Va di fretta, anche quando sembra andare piano. O al proprio passo, per godersi il giorno più lungo dell’anno.

Si parte da Cesenatico, all’alba. Si arriva a Tirrenia, al tramonto. Ci si immerge nel paesaggio delle Strade Zitte, ci si tuffa nel mare quando il sole scende sotto l’orizzonte. Pianure sconfinate (poche) e curve tortuose (molte). Vento in faccia e naso all’insù. Aria buona e buona compagnia, in bicicletta non si è mai soli. E poi c’è il sole, che scandisce il ritmo, che fa da cronometro naturale, che allunga e accorcia le ombre. E illumina ruote, corone e freni a disco.

La salita è il paradigma del ciclismo.

La salita è il paradigma del ciclismo. Qui ce ne sono tre, più una opzionale. La prima è Rocca delle Caminate: sei chilometri, dopo averne pedalati trentotto. La discesa porta a Predappio e poi al cuore dell’Appennino tosco-romagnolo. Si sale al Valico dei Tre Faggi, Cima Coppi nelle Foreste Casentinesi. Ottocentocinquanta metri di dislivello “fuori categoria”, perché la natura è maestosa, selvaggia e rigenerante. C’è chi sale di potenza e chi alleggerisce il rapporto; chi strattona la bicicletta e chi ci si adagia sopra; chi dà fuoco alle polveri e chi mette il piede a terra per scattare una foto; chi vuol dare battaglia e chi preferisce fermarsi al check-point per addentare con gentilezza la focaccia alla finocchiona. Manca poco ai cento chilometri, ma ce ne sono altri sessantatré col sole alto in cielo prima di salire a Carmignano-Il Pinone. Il cancello chiude alle 16, meglio avere il pignone giusto e farsi due conti: quarta salita al Colle di Calci (600D+) o la costa?

Di sicuro, niente numero sulla schiena, solo un nastrino arancione (“raggio di sole”) legato al telaio della sella. Non ci sono portatori di borraccia (bidon, per dirla alla francese). Non ci sono gregari, che i francesi chiamano domestique. Tutti hanno il grado di capitano, anche le donne. Per chi non lo sapesse, sono indispensabili per pedalare in staffetta. In tre si spezzettano i 280 chilometri del percorso, ma si parte e si arriva insieme. Nel mezzo, Firenze, Vinci e Pisa che non hanno bisogno di presentazioni. E scorci di un’Italia che non è “minore” per bellezza e stupore: il crinale di Cerreto Guidi, la Certosa di Calci e la Basilica di San Piero a Grado.

Qui le salite non finiscono per uez, que, ier. La fuga non si chiama échappée, non bisogna aprirsi un varco fra la folla, non c’è la flamme rouge a un chilometro dall’arrivo e il giallo è il colore del sole. Eppure il Tour de France passerà di qui, e sulle Strade Zitte si respira già aria di leggenda.

Fulvia Camisa per Chase the Sun 2024

Daniela Schicchi

Marco Pastonesi

Paola Gianotti

Alberta Schiatti

Paolo Tagliacarne

Paolo Della Sala

Anna Salaris

Francesca T

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