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Plastic-Free July: cos’é? 

Se ne sente parlare tanto anche in Italia, fortunatamente, nonostante il nome tutto inglese…Il Plastic-Free July e’ un movimento globale instaurato per la prima volta nel 2011. L’idea nasce come sfida con se

stessi/e, e con le persone a noi vicine, per ridurre il consumo giornaliero (o eliminarlo se ci si riesce!) di plastica, nello specifico di quella monouso. 

Si può aderire come singoli individui in privato, o come azienda, famiglia, oratorio, bar… e chi più ne ha, più ne metta. L’obbiettivo è ‘scegliere di rifiutare la plastica monouso’ per un mese, in modo da stimolare con la brezza della sfida un cambio di abitudini per poi mantenerlo nel futuro. O almeno fino al prossimo luglio, quando si potrà iniziare una nuova sfida. 

Insomma, niente di più semplice, e di più difficile dato il consumo di plastica monouso in Italia! 

L’Italia è il secondo Paese in Europa per consumo di plastica monouso, con una media di quasi 100 kg di polimeri fossili consumati per anno per persona, con il 42% della plastica consumata che diventa immediatamente rifiuto. 

È stimato che l’Europa produca circa 60 milioni di tonnellate di plastica all’anno, con il 99% di queste prodotto con materie prime quali petrolio, gas naturali e combustibili fossili. Considerando anche la combustione di carburante per la generazione delle plastiche si stima che ogni kg di plastica emetta 1,2 kg di CO2 per un totale di circa 1,7 kg di emissioni dirette a fine raffinazione. 

Quando si parla di plastica riciclata meccanicamente le emissioni sono invece abbattute a circa 0,5 kg CO2/kg di plastica prodotta.  

Oltre alla combustione ed approvvigionamento di petrolio e simili, il suo smaltimento e le emissioni, dei suddetti 60 milioni di tonnellate prodotte, si stima che 600,000kg finiscano nel mediterraneo. Non solo a inquinare il nostro mare, fonte di grandi piaceri soprattutto in estati da crisi climatica, ma ad essere ingerita da circa l’80% delle specie marine danneggiando loro, la biodiversità e l’ecosistema in cui vivono. E alla fine noi, che ce li mangiamo!

Ci sono molti ambiti in cui la plastica monouso è superflua o quantomeno sostituibile. Meditiamo pedalando, pedaliamo meditando. Il più delle volte è solo una questione di abitudine. 

E qui ritorna la nostra sfida!! Determinati a seguire il nostro motto RIDE YOUR FUTURE, Turbolento lancia il guanto di una nuova turbolenza… accettatelo, non ve ne pentirete!! 

Da dove cominciare quindi? Prima di tutto accettando la sfida ufficialmente su https://www.plasticfreejuly.org/  dove potrete trovare validi motivi per partecipare, consigli e schemi da utilizzare per aiutarvi. Seguiteci! 

Nell’arco del mese ci impegneremo a segnalarvi esempi di sostenibilità e di riduzione/eliminazione della plastica, e fornirvi Turbo-trucchi su come iniziare a scegliere di rifiutare la plastica. 

Andando oltre al ciclismo, nel quale troveremo ottimi spunti su come limitare il vostro consumo di plastica, iniziamo con i primi Turbo-trucchi, molto turbo anche se non squisitamente ciclistici… 

Plastic Free July: le 5 cose che non compro più in plastica

  1. Prodotti per il corpo, i denti e la casa in contenitori di plastica (il mercato alternativo è pieno di OTTIMI Shampoo e balsami per capelli e barba solidi naturali e cruelty free, cosi come deodorati, creme, solari, spazzolini, sapone dei piatti etc.etc.  – se volete andare sul classico anche i grandi marchi stanno iniziando a produrne, provateli!)
  2. Spugnette per la casa riutilizzabili ( https://naturalmentesfuso.it/collections/conservazione-dei-cibi/products/spazzola-in-legno-per-pentole; https://www.friendlyshop.it/shop/panno-per-pulizie/)
  3. Bottigliette di plastica per l’acqua (!!!!!! Va senza dirselo, bottiglia riutilizzabile e fontanelle con acqua fresca!)
  4. Cibi avvolti in packaging di plastica (sarebbe buona abitudine non andare più al supermercato per prediligere realtà piccole, ma sappiamo che non e’ sempre possibile, laddove sia proprio necessario, prendiamo cibi sfusi e senza plastica; aguzzate la vista per le alternative!)
  5. Le capsule per il caffè (per chi le utilizza vi sono ottime alternative riutilizzabili da riempire con il proprio caffè preferito – senza dare soldi a multinazionali ed inquinando smodatamente per ogni caffè, bevanda già molto impattante di per se)
  6. [Si, dovevano essere 5 ma questo e’ un punto fondamentale] Sacchetti di plastica quando si fa la spesa!!! Si, anche se ci dicono essere biodegradabili (hmmmm….). Portatevi dietro una borsa di tela, resiste di più ci stanno più cose. 

Il primo consiglio ciclistico riguarda invece le care vecchie camere ad aria. Non buttatele alla prima foratura, il vecchio caro Tip-Top funziona e la riparazione aumenta il nostro senso della manualità. Se poi avete dei bambini giocate con loro a “cerchiamo il foro nella bacinella con l’acqua”….provare per credere.

Spunti, fonti e trallala: 

https://www.wired.it/article/plastica-monouso-stop-italia-europa/;

https://eccoclimate.org/wp-content/uploads/2022/04/La-plastica-in-Italia_Rapporto.pdf;

https://www.greenpeace.org/italy/storia/13430/perche-la-plastica-e-un-problema-anche-per-la-salute-delle-persone-e-il-clima-del-pianeta

https://www.plasticfreejuly.org/resources/

https://www.friendlyshop.it/

https://www.chillys.com – a reusable way of living

https://naturalmentesfuso.it/ 

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