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Befana Turbolenta nel Parco del Ticino
Befana Turbolenta nel Parco del Ticino
Befana Turbolenta nel Parco del Ticino

La Befana Turbolenta

Besate (MI) / medio / 50 km / 300 D+

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DESCRIZIONE

Cimento d’inverno è, in genere, la nuotata nell’acqua gelida nel primo giorno dell’anno. Per noi che “ci piace pedalare” il cimento è l’uscita ciclistica di inizio anno, nel giorno della Befana,  la Befana Turbolenta, fuori strada, fuori dai canoni e fuori da tutto il resto.

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Con bici da ciclocross o MTB. Si parte dalla Cascina Caremma di Besate e qui si torna, anche per il meritato ristoro. Si pedala su terreno misto: sterrati, sentieri e un po’ di asfalto. Se ha piovuto, il terreno può risultare molto pesante. Dalla Caremma verso sud fino al ponte di barche di Bereguardo, poi a nord verso Fallavecchia, si ripassa dalla cascina per aggiungere un giro più a nord verso la Cascina Lasso, Santa Maria del Bosco e Soria Vecchia, rientrando alla Caremma con passaggio da Morimondo.

Quasi tutta pianura, uno solo strappo sabbioso, fangoso e rabbioso, prima della Zelata è l’unica asperità vera che si incontra, se non consideriamo la fatica del pedalare per svariati chilometri su terreno “faticoso”. Una seconda “salitella” (su asfalto) è quella dal ponte di barche all’abitato di Bereguardo.

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PROFILO TECNICO

Si parte dalla Cascina Caremma di Besate, comodo piazzale per il parcheggio e comodo ristoro finale nel piacevole bistrot. Direzione sud verso Besate, sterrato breve, poi subito asfalto, ma per poco. In prossimità del cimitero di Besate di nuovo sterrato verso la Cascina Agnella e oltre. Lo sterrato peggiora, ma si riesce a pedalare. In fondo al rettilineo a sinistra verso l’asfalto che scende al piacevole Lido di Motta Visconti.

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Da qui ancora a sud, sterrato molto rovinato e fangoso (si può tentare di rimanere lungo la riva del Ticino, ma non l’abbiamo provata). Bellissimi boschi, vere e proprie selve oscure. Si segue la strada, o meglio il tratturo. Rovinato, umido e fangoso, che crea qualche rallentamento e anche difficoltà al pedalare….Si passa di fianco ad un cancello, si prosegue diritto e in 200 metri circa si raggiunge lo strappo della Zelata. L’unica vera difficoltà in salita dell’intero percorso (al cancello, no a destra verso il fiume, il difficile tratturo si ferma, in genere invaso dall’acqua del Ticino).

Come tutte le salite del mondo, in cima spiana, si apre l’orizzonte, si riprende fiato. Si prosegue lungo lo sterrato, ora ben pedalabile, giunti ad incrociare l’asfalto a destra. Alle prime case della località La Zelata, curva secca a sinistra, qui si va a destra ritornando sullo sterrato, si scende a sinistra verso il Ticino, fino a quando la strada sterrata diventa un piacevolo sentiero, quasi praticabile anche con bici da corsa, se non bagnato e se le ruote non son di quelle troppo delicate.
Si arriva al ponte di barche, tornando sull’asfalto. Direzione Bereguardo (non si attraversa il ponte di barche), a fine salita, in prossimità del campo di calcio, a sinistra, nuovo invitante sterrato che ci riporta alla Zelata con percorso intuitivo (tenere sempre la destra).
Si attraversa l’abitato in direzione nord, se ne esce verso la provinciale (destra rispetto al senso di marcia), si attraversa prendendo lo sterrato proprio di fronte a noi. Aggirando la cascina si arriva ad incrociare il Naviglio di Bereguardo, qui a sinistra direzione nord. Lo si percorre per poco più di 6 chilometri girando a sinistra sullo sterrato che porta a Fallavecchia.

Brevissimo tratto di provinciale, in prossimità della curva secca a destra (piccola cappella), si tira dritto ritornando in fuori strada, breve discesa gradinata in stile mulattiera e di nuovo sterrato che ci porta a poche centinaia di metri dal punto di partenza. Chi fosse stanco all’incrocio sceglie la sinistra (sud) per ritornare alla CAremma e chiudere il giro.
Il “cimento” prosegue però sulla destra, si ritorna su asfalto, al ponticello a sinistra e dopo 700 metri circa, in corrispondenza di una curva a gomito sulla destra, si prende lo sterrato che dritto, dritto davanti a noi ci invita senza troppe moine a seguire la “cattiva strada”.
Cascina Lasso, a destra direzione Soria Vecchia, si ritorna su asfalto arrivando ad immettersi sulla Vigevanese, direzione Abbiategrasso. Quattrocento metri circa, al semaforo di Soria a destra per Ozzero, prima del curvone in prossimità del paese, sulla destra la minuscola stradina che porta a Morimondo. Alla Cascina Cerina di sopra (la seconda cascina che si incontra alla nostra destra) curva secca a sinistra per l’Abbazia di Morimondo. Sosta d’obbligo, ottimo il gelato artigianale del bar.

Si scende lungo la strada a ciottoli davanti all’Abbazia verso la grande Cascina Caronate, tratturo a sinistra che lambisce la cascina lasciandola sulla destra. Si torna sullo sterrato che piega verso destra lungo una roggia porta al ponticello, dove a sinistra ritroviamo la via per la Caremma.

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