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Tutti gregari di tutti. Nella Chase the Sun e nella vitaDa oggi tutto il Paese è, come si suole dire, in “zona gialla”. Restrizioni allentate, libertà ritrovate e piccoli momenti di condivisa felicità possono tornare legalmente ed ufficialmente nelle nostre vite… così come la nostra amata Chase The Sun!

Nella newsletter del 12 maggio 2021, abbiamo introdotto il nostro concetto di spirito CTS21 in quanto “tutti gregari di tutti” in questa rinascita post-pandemica.

Nel post di oggi ci teniamo ad approfondire questo concetto, sia dal punto di vista ciclistico che di salute globale.

Chase the Sun, cosa ci aspettiamo dall’edizione 2021

Non ci aspettiamo certo che la CTS21 possa cambiare le sorti del mondo, ma come ci ha insegnato Greta Thunberg “nessuno è troppo piccolo per fare la differenza” e noi, in questo, ci crediamo profondamente.

Per questo richiediamo (e un po’ ci aspettiamo) il contributo di tutti i Turbolenti per una CTS21 COVID19-Safe. Noi seguiremo i regolamenti e ci metteremo del nostro ma il più, oramai si sa, è affidato alla coscienza di ognuno di noi che, per semplice sommatoria, diventa responsabilità e buona pratica collettiva. E da questo non possiamo prescindere.

Come ci stanno insegnando le grandi potenze mondiali, partendo dal progetto COVAX della WHO (OMS) e la sospensione temporanea dei brevetti sui vaccini anti-COVID19, passando dal Global Health Summit di Roma, la pandemia è globale e solo lavorando tutti insieme possiamo davvero uscirne.

I principi della Dichiarazione di Roma stabilita il 21 maggio dagli stati membri del G20, attestano chiaramente l’impossibilità di uscire da questa crisi senza un impegno collettivo, e soprattutto finché ogni paese non riceverà aiuto adeguato ed equo; accettando inoltre la visione della WHO per il 2021 come ‘anno dei lavoratori della cura e della salute’.

Noi condividendoli, intendiamo prontamente introdurre questi principi nella nostra comunità ciclistica.

Oltre i nostri egoismi, per il bene comune

In un primo momento ci potrebbe sembrare di non poter giocare alcun ruolo in questa grande partita di poteri contro la pandemia, ed invece è proprio ognuno di noi a fare la reale differenza.

Nel nostro piccolo anche noi possiamo (o dobbiamo) onorare la Dichiarazione di Roma, imparando a guardare oltre il ‘nostro orticello’, interessandoci a cosa succede in termini più ampi e contribuendo in maniera costruttiva alla nostra società.

Questo non solo per una questione etica e morale (e quindi personale), di cui non desideriamo farci carico in questa sede, ma perché quello che succede intorno a noi, influenza anche noi, la nostra salute e quella delle persone che amiamo, ovunque ci troviamo.

La variante Indiana, Sud Africana, Inglese, Brasiliana, non sono un problema locale ma globale; perché l’altra faccia della globalizzazione, che ci ha resi tutti più vicini e mobili, è questa ed oramai non possiamo più ignorarla.

Le regole sono allentate, e noi ci possiamo rilassare, ma ricordiamoci dunque lungo la nostra attraversata coast-to-coast (soprattutto durante le pause culinarie), e non solo, di avere rispetto di questa pandemia e non commettere l’errore di ignorarla.

Manteniamo sempre distanze adeguate, la mascherina ed un’ottima igiene delle mani per proteggere noi e gli altri, vaccinati e/o no! Siamo gentili nel ricordare, a chi se lo dimentica, di rispettare le regole collettive.

Godiamoci la libertà infinita di una bicicletta in compagnia, la quale ci permette di mantenere la giusta distanza ritrovandoci.  Siamo tutti gregari di tutti, onorando l’anno della salute ed il massivo sforzo di chi lavora per la salute collettiva, inseguendo il sole COVID19-safe.

Referenze:

Rome Declaration (europa.eu)

COVAX (who.int)

G20 leaders boost support of the Access to COVID-19 Tools (ACT) Accelerator but urgent and immediate action is needed to maintain momentum (who.int)

Year of Health and Care Workers 2021 (who.int)

Vaccine Equity (who.int)

Francesca Tagliacarne

 

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