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Halleycat Milano

Halleycat Milano

Ieri ho fatto il calcolo, negli ultimi tre anni circa 27000 chilometri su quel sellino.
Da casa in Canottieri, da casa a scuola, la sera a bere o il giorno dovunque dovessi andare, sempre con i piedi sui quei pedali. Spesso d’inverno, con la pioggia e anche sotto la neve.
27000 macchine sfilate al pelo, semafori passati col rosso, 27000 strade pedalate …
sempre su di lei. Da Gaggiano a Segrate, Da Zara a Opera.
Spesso e volentieri l’ho preferita alla macchina, anche con la pioggia, anche con il freddo.
Ciclista urbano per scelta, perchè è molto piu bella Milano vista da due ruote spinte a trazione umana: Milano al sole di Agosto, Milano nella nebbia in una domenica Mattina di Novembre, i vicoli storici del centro, la notte immersi nel silenzio o il marciapiede di Buenos Aires il sabato pomeriggio gremito di gente.
Sfrecciare tra le macchine bloccate nel traffico per scorrere liberi in contromano in una strada secondaria…
Non è una gran bici, l’ho comprata dopo che mi hanno rubato “i signori del ciclismo” (cosi l’avevo chiamata, per via del nome del ciclista scritto sul telaio) da quel vecchio ciclista che c’era in Via Vigevano (ora se n’è andato, forse in pensione forse sotto terra) con le foto sue e di Coppi nei giri d’Italia di quando il ciclismo era Ciclismo.
Telaio grigio e nero in ferro, cambio sfigato shimano a manopola 6 velocità, V-brake altrettanto scarso dinamo e portapacchi. Taxco Turbo si chiama, Taxco come una cittadina in Messico dove vivono grazie alla lavorazione dell’argento, città tutta saliscendi come piace a me, Turbo come quello che non è.
27000 chilometri ci siamo fatti assieme… tutti in questa città dai mille colori!
Ormai di certi percorsi ci conosco a memoria i tempi dei semafori, i flussi del traffico nei vari orari…Ho imparato a capire qual’è il momento giusto per attraversare col rosso senza farsi stirare, a quali auto è meglio accodarsi, quali autisti si incazzano e quali no.
Spesso ci ho pranzato, quando ero di fretta in sella con un panino in una mano e freno e cambio nell’altra. Le auricolari dello Zen sempre nelle orecchie a volume 20/25esimi.
Perchè spostarsi in bici a Milano non è una scelta casuale, è una filosofia, uno stile di vita. Niente auto se si può, solo quando ce n’è davvero bisogno.
Non tanto per l’ambiente o per il traffico, ma per il piacere di pedalare tra le strade Milanesi, tra le auto e sui marciapiendi, tra la gente e sul pavet, con il freddo e con il caldo.
A volte tragitti lunghissimi, mi ricordo quella volta: una domenica di Febbraio dopo l’allenamento a Giaggiano lungo il naviglio senza motivo e ritorno facendo rotta verso il Decathlon di Corsico, per poi andare in centrale a prendere dei libri…
Quanti ricordi assurdi che sono legati a quella bici:
Quando il travone si è tolto l’accappatoio in Sempione… (che corsa che avevo fatto!!)
Quando i pali e dispari mi hanno chiesto indicazioni…Quando sbronzo ho rotto 5 specchietti perchè barcollavo troppo…Quella volta con lei sul manubrio…Quando andavamo dalle grassone a dargli delle vacche…Quella corsa Lunedi 20 Novembre 2006 notte…Quando aveva nevicato tantissimo e io e Piro eravamo gli unici due in giro in bici per Milano… (Quasi stirati dal tram, ma quando dico quasi dico praticamente sotto!)
Poi i i miei tragitti preferiti, che bello quando per tornare da casa di Ferro mi facevo il giro panoramico Sempione Arco Parco Castello Duomo Università, o i campi dietro la Barona, i vicoli dietro il vecchio Santa Marta!!
Poi il percorso d’eccellenza. Da casa mia tutto contromano lungo la mia via fino a 24 Maggio, per poi scannare a manetta lungo il naviglio fino alla Canottieri.
Ora Turbo si è fermata un attimo, aveva il cerchio troppo storto e frenava a sbalzi, gli ho cambiato tutto il cerchio e nel mentre sto provando a rimetter su un altra bici, la vecchia MTB di mio padre.
Un tempo era una gran bici, della prima generazione dell’alluminio, primi anni 90. Montava una Marzocchi 80mm, poi rotta e sostituita da una forcella fissa. meccanica tutta XTR vecchia generazione. Con lei ci ho fatto un anno Marilleva, spaccandoci un deragliatore XTR!!
Ora ci ho sistemato pedali e il cerchio leggermente bozzato, e sistemato la meccanica. In progetto c’è la sostituzione di tutti e due i mozzi e copertoni lisci per scorrere meglio in città. Se il piano va in porto potrebbe diventare una gran bici: veloce, agile, brutta cosinontelafottono e leggera! Mezzo cittadino perfetto!

Ad ogni modo, questo voleva essere un tributo a tutti i ciclisti milanesi ed alla mia bici:
Taxco Turbo, altri 100000 chilometri come questi 27000!!!
A dimostrare che in bici è meglio…  – inquinamento + velocità in città

.mannao (nov.2007)


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