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Furto bici

Un lucchetto che si taglia come il burro

Il furto della propria bici è sempre un trauma. A maggior ragione se la bici è nuova, bella, costosa, lucchettata sotto 4 telecamere, in centro a Milano. Ma il modo per recuperare se non l’amato velocipede almeno la somma investita per il suo acquisto c’è. Le polizze assicurative sulla casa (denominate Danni Abitazione), contemplano la voce Furto-Rapina-Scippo. Fate attenzione quando la sottoscrivete che queste voci siano presenti: pagherete 20-30 euro in più (come per gli Atti Vandalici quando sottoscrivete la polizza per l’auto), ma se vi ruberanno la bicicletta, l’assicurazione vi risarcirà. Fantasie? Niente affatto. A me è successo. Fregata la bici -una splendida KTM di soli sei mesi- e fatta la denuncia in commissariato, la mossa successiva oltre alla ricerca spasmodica della bici nei mercatini  di mezzi a due ruote rubati è stata quella di aprire il sinistro con l’assicurazione. Incredibile a dirsi, ma il rimborso è arrivato integrale, considerata la scarsa usura della bicicletta: avesse avuto più mesi, sarebbe rientrata una parte del valore. Non certo per vendere polizze, ma al ciclista conviene un’assicurazione di questo tipo. Del resto, alla voce “furti”, la polizza parla chiaro. Recita infatti: “l’impossessarsi di una cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne ingiusto profitto per sé o per gli altri. (art. 624 del Codice Penale)”. E se una bici non è una cosa mobile, cos’è?

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