Chase the Sun 2022 la più calda di sempre, o…la più fresca del futuro?

vivere sostenibile

Caldo extra-ordinario

Una nuova Chase the Sun Italia è passata, bellissima e piena di emozioni come sempre, sia per chi pedala e per chi (come me) segue. Mentre i colleghi Inglesi, Scozzesi e Irlandesi pedalavano con i loro invidiabili 20 gradi medi… noi attraversavamo un’Italia INFUOCATA, con una media stimata dai vari Garmin di 31 gradi e picchi di 44.  

Credo personalmente (e professionalmente), che tutti coloro che hanno partecipato abbiano dato una grandissima prova di sport e salute, mantenendosi idratati ed andando al proprio ritmo garantendo al proprio corpo di seguirli fino a dove sono riusciti ad arrivare. IT’S A RIDE NOT A RACE!! E la “race” con questo caldo avrebbe avuto poche possibilità di riuscita. 

Certo, coloro che abitano in Italia, piuttosto che i Britannici, erano ben avvantaggiati dato che oramai viviamo acclimatati ad un territorio sempre più tropicale ed estremo, piuttosto  che mediterraneo e mitigato. 

Dunque, la Chase the Sun  si è fatta, con le sue grandi gioie e lamentandosi tutti di un caldo extra-ordinario… il quale però tanto straordinario oramai non è, ed al quale sempre più ci stiamo rassegnando. 

E dunque perché’ scriverne nel nostro blog?! In un blog di ciclismo e biciclette, vi chiederete?! 

La domanda vera è perché’ no?! Perché’ non parlarne ovunque di questo clima che stiamo attivamente e spudoratamente sabotando per i nostri più beceri interessi?! 

Ma soprattutto, quale posto migliore che un blog ciclistico, letto da persone evidentemente affascinate ed innamorate del concetto base di sostenibilità, della natura, della salute e dell’energia più pulita a disposizione?! 

Perciò questo è quello che voglio raccontare della mia CtS22, perché mi piacerebbe che questo caldo sofferto non passi come un’altra giornata di caldo storico, seguita da migliaia di altre altrettanto calde e storiche; ma perché se ne faccia tesoro per il nostro collettivo futuro. Fa caldo, si, fa caldo troppo, fa un caldo al quale non ci si può semplicemente rassegnare aspettando che passi, scappando, cercando soccorso nella natura quando possibile e accedendo i condizionatori quando rimasti senza alternative, o energie. 

Fa un caldo che brucia, perché la nostra casa è realmente in fiamme ed una nostra reazione non solo è dovuta, ma necessaria! (https://www.youtube.com/watch?v=ftVyctxelvchttps://www.youtube.com/watch?v=U72xkMz6Pxk) 

Fa un caldo che, se non attuiamo la rivoluzione, sarà il caldo più fresco del nostro futuro. 

 

La siccità del Nord 

Nell’ultima settimana la Nazione è stata “informata” del grave problema idrico che stiamo vivendo. A giugno 2022, i media ci avvisano con strazi di mala informazione allarmante, che siamo in siccità. Non dobbiamo sprecare acqua, svuotiamo i navigli, le piscine private, le fontane, limitiamo le docce, chiudiamo i lavandini, irrighiamo poco etc.. etc.. etc..

Tutto vero, peccato che in Nord Italia la siccità sia ben presente già da marzo 2022, con livelli idrici in crisi da Dicembre 2021 (leggi di più). 

Non che avessero dovuto iniziare a farci terrorismo prima, per carità dopo COVID19, guerra e varie necessità di razzismo sistemico, come diceva Gaber “…lasciateci aprire le finestre, lasciateci alle cose veramente nostre, e fateci pregustare l’insolita letizia, di stare per almeno dieci anni senza una notizia”!!

Lasciamoci dunque alle cose veramente nostre, ed informiamoci di quello che è nostro e fondamentale. Ad oggi lo vediamo, lo sappiamo e lo sentiamo, il clima è cambiato (non ci sono più le mezze stagioni!!) e purtroppo, per causa di noi umani sta ancora cambiando. Difficilmente riusciremo a rientrare, con questo andazzo mondiale, negli accordi di Parigi che si prefiggevano un limite di 1,5 gradi massimi di innalzamento della temperatura globale, ma questo non deve scoraggiarci perché’, come per l’attività fisica, ogni azione conta ed ogni decimo di grado che riusciamo a mitigare sarà salute planetaria guadagnata per tutti. 

 

Cosa fare noi come ciclisti dunque?! 

Cosa possiamo fare quindi noi che già, rispetto ad altre persone, facciamo la fatica di pedalare?! Noi ciclisti (urbani, di strada, di montagna, di campagna e spaziali!) partiamo avvantaggiati, perché abbiamo già fatto nostra la passione ed il fascino della sostenibilità! 

Applichiamolo oltre ai pedali dunque, guardiamo la vita con le lenti da ciclista e chiediamoci quanto il nostro stile di vita sia sostenibile e quanto aiuti il mondo in cui viviamo. 

La situazione è critica, in molti luoghi (quali ora anche l’Italia) è tragica, ma non si deve disperare o farsi sovrastare dalla grandezza del problema perché NESSUNO E’ TROPPO PICCOLO PER FARE LA DIFFERENZA (si, ammiriamo molto Greta Thunberg – turbolenta per eccellenza).  

Quindi, come già detto in precedenza, rimbocchiamoci le maniche (per chi ancora ne veste), continuiamo a pedalare ed applichiamo questo stile sostenibile agli altri aspetti della nostra vita. Informiamoci (vedi link a fine post) su quali sono le cose più impattanti del vostro stile di vita, oltre ai vostri spostamenti, per esempio, ponetevi domande sulla vostra dieta o il vostro consumo. 

Andate oltre al terrorismo mediatico e preoccupatevi di quali possano essere le soluzioni attuabili per migliorare la nostra situazione. Non rassegandoci ad un cambiamento imposto da scelte sbagliate e non consapevoli, evolviamoci per un futuro vivibile e sostenibile. Facciamo in modo che questa non sia per forza la CtS più fresca del nostro prossimo futuro! RIDE YOUR FUTURE

 

Caldo extra-ordinario, altri spunti: 

https://www.bbc.com/news/science-environment-46459714

https://unric.org/it/agisci-adesso-actnow/

https://www.csrnatives.net/post/cristina-coto-comunicare-la-sostenibilit%C3%A0-con-creativit%C3%A0

https://www.cucinabotanica.com/

https://www.youtube.com/watch?v=aufmmrTw1wE

https://www.lshtm.ac.uk/newsevents/news/2022/climate-change-threatens-peoples-health-dramatically-solutions-are-within

https://www.lshtm.ac.uk/newsevents/expert-opinion/uk-food-system-needs-be-reimagined-not-tweaked

https://www.who.int/publications/i/item/9789240045125

Daniela Schicchi

Marco Pastonesi

Paola Gianotti

Alberta Schiatti

Paolo Tagliacarne

Paolo Della Sala

Anna Salaris

Francesca T

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