La Luce della Chase the Sun

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In fisica la luce è un’onda elettromagnetica che si propaga nel vuoto; i raggi che percepisce l’occhio umano sono compresi nell’intervallo di frequenza fra 4∙10 Hz e 8∙10 Hz. L’insieme dei colori che formano la luce visibile è chiamato spettro e l’intervallo di frequenze campo visibile.

Volendo spiegare la luce ai bambini si può dire che è una forma di energia e ci permette di vedere tutto ciò che ci circonda. Viene prodotta da una sorgente luminosa: le stelle e il Sole sono sorgenti di luce naturali; candele e lampadine sono sorgenti di luce artificiali, inventate dall’uomo per sostituire la luce solare quando è buio.

Per Wikipedia, il termine luce (dal latino lux) è riferito alla porzione dello spettro elettromagnetico visibile dall’occhio umano, compresa tra 400 e 700 nanometri di lunghezza d’onda, ossia tra 790 e 434 THz di frequenza. Questo intervallo coincide con il centro della regione spettrale della radiazione elettromagnetica emessa dal Sole che riesce ad arrivare al suolo attraverso l’atmosfera.

La luce, come tutte le onde elettromagnetiche, interagisce con la materia. I fenomeni che più comunemente influenzano o impediscono la trasmissione della luce attraverso la materia sono: l’assorbimento, la diffusione (scattering), la riflessione speculare o diffusa, la rifrazione e la diffrazione. La riflessione diffusa da parte delle superfici, da sola o combinata con l’assorbimento, è il principale meccanismo attraverso il quale gli oggetti si rivelano ai nostri occhi, mentre la diffusione da parte dell’atmosfera è responsabile del colore del cielo.

E dal colore del cielo, partono le nostre considerazioni sulla luce della Chase the Sun.

Quando ci svegliamo per prepararci alla più romantica esperienza ciclistica su lunga distanza, è ancora buio. Anche se il cielo non è più nero-notte. E’ di un blu intenso con le prime sfumature rosso-arancio-viola. La linea dell’orizzonte a est, dove cielo e mare si baciano, è il luogo magico dove la luce e il buio si alternano in un carosello di colori, gradazioni, rifrazioni e riflessioni. Di luce e di pensieri. Propositi per la giornata e per la vita.

In pochi minuti il rosso-arancio prevale. Lontano a est. I galli cantano e il sole sorge. Il colore è ormai concentrato in un solo punto. In quella palla intensa e calda, che sorgendo dal Mare Adriatico, da il via alla nostra pedalata. Quella compagna di strada che per tutto il giorno ci guiderà verso ovest, con diversa luce e diverso calore.

Dalla luce radente e fresca del mattino, alla luce piatta, alta e calda del mezzogiorno. Momento in cui il grosso del gruppo affronta la conca di Firenze e la salita al Pinone di Carmignano, con il Sole allo Zenit assoluto del solstizio d’estate.

Pausa, anche per lasciar passare il “caldone” di metà giornata. Si riparte in discesa col sole ancora alto ma, un po’ per la discesa, un po’ perchè si ha in testa l’arrivo e il mare a Ovest, pare di dimenticare il caldone appena affrontato. Le foreste di Staffoli ci offrono un leggero sollievo, oltre alla luce filtrata dai boschi dell’Appennino. Poi la Val di Nievole. La salita al Colle di Calci, impegnativa, ma ben ombreggiata. Anche qui giochi di luci e ombre. Le ombre che sono un aspetto della luce. Aspetto di non poco conto.

Durante questo viaggio la vostra ombra vi precede quando il sole è alle vostre spalle. Vi affianca col sole allo zenit. Vi segue quando il sole, prossimo al tramonto, è di fronte a voi pronto a tuffarsi nel Mar Tirreno. Vogliamo dire qualcosa sulle luci del tramonto?

Anche no, difficile, a parole descrivere colori, sensazioni, pensieri, emozioni. Lasciamoli all’intimità di ognuno di noi, negli ultimi chilometri di questa lunga esperienza ciclistica di gruppo, all’inseguimento del sole. 

Daniela Schicchi

Marco Pastonesi

Paola Gianotti

Alberta Schiatti

Paolo Tagliacarne

Paolo Della Sala

Anna Salaris

Francesca T

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