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Parigi-Brest-Parigi

come in Italia

Primo impatto Il primo impatto con la Parigi-Brest-Parigi ce l’ho uscendo dall’albergo per andare alla verifica bici e ritiro del documento di viaggio. Fuori stanno per salire in bici tre armadi vestiti da ciclisti. Devono essere tre ex lanciatori del peso, sul retro della maglia c’è la scritta  “ Kamchatka” , per me è sempre stata una conquista da fare su Risiko. Ma quando si sono allenati?? Sul ghiaccio???.

Velodromo Arrivo e vedo gente da tutto il mondo, in bici o a piedi, sento parlare tutte le lingue del mondo, maglie di paesi in cui pensi che non esista il ciclismo come lo intendiamo noi. Mi colpisce la forte presenza asiatica : China, Giappone, Taiwan, Corea…….tutti insomma alla Parigi-Brest-Parigi e tanti. Beh, in fondo, da dove viene la maggior parte dei telai e degli accessori delle nostre bici???

Nazionale Italiana Il colpo d’occhio è notevole. Metà del prato davanti al Velodromo è azzurro, è bianco –rosso – verde. Belle le nostre divise. Nessun’altra nazione ha organizzato una cosa così spettacolare e allo stesso tempo dato un segnale di compattezza di un movimento ciclistico forte come quello legato alle lunghe distanze. Molti ci ammirano…”ah….les italiens”!!  Commozione.

Partenza La partenza della Parigi-Brest-Parigi avviene a gruppi di 300 ciclisti ogni 15 minuti. Normale direi. Ormai chi in Italia partecipa a qualche Granfondo importante oppure alle prime Randonnee, le più corte, si ritrova in mezzo a centinaia se non migliaia di ciclisti. Noi non ci stupiamo più di tanto ma i 4 neozelandesi???? Quattro partecipanti e scopro poi che in tutta la nazione alla qualificazione dei 600 Km hanno partecipato in 10: partenze meno congestionate.

Angeli Gli angeli alla Parigi-Brest-Parigi si dividono in due categorie : quelli istituzionali e quelli “fai da te”. Gli istituzionali, a cui va un grazie speciale, sono tutti i volontari, e sono davvero tanti, di tutte le età, che ci hanno assistito, sfamato, incoraggiato ai ristori, ai controlli, ai posti sanitari. Signore gentilissime sempre sorridenti, i motociclisti che hanno affiancato lungo il percorso l’organizzazione per aiutare che era in difficoltà e che hanno vigilato sulle strade per chilometri e chilometri. Tra gli istituzionali metterei anche i nostri di Casa Italia con il servizio di Bag Drop, bravissimi, grazie!

Gli angeli “fai da te” sono invece tutti i cittadini incontrati lungo il percorso che ai banchetti in modo del tutto spontaneo e gratuito ci hanno offerto dell’acqua, un caffè, un thè caldo o un boccone.

Ho visto un tavolino con dei bambini che avevano riempito quattro bottiglie di plastica e che se ne stavano fuori di casa ad aspettare che qualcuno si fermasse e per tutti avevano un sorriso. E quel signore , un po’ strano a dire il vero e male in arnese che a mezzanotte se ne stava in mezzo ad una piazza deserta di un paese addormentato a dirigere il traffico dei ciclisti. Mi sono fermato ad aspettare dei miei compagni di viaggio e mi ha chiesto in quanti eravamo, gli ho risposto quasi 6.000. Ah, mi ha fatto lui, beh allora sto qui ancora un po’

Culo Il culo è una parte della bicicletta, nè più nè meno delle ruote o del manubrio, e come ruote e manubrio se non c’è o se si guasta non si pedala. Provare per credere!!!!

Sella Dilemma : Brooks o non Brooks??? Ormai mi sono abituato ad una sella diversa ed ho abbandonato la Brooks. Qui direi che molti invece hanno scelto proprio questa, ci ho pensato per giorni, non saprò mai se ho fatto la scelta giusta. Il culo ha reclamato il suo giusto riposo, sarebbe stato così anche con il cuoio??

Bici Qualsiasi cosa con due ruote che si muova solo con per mezzo dei muscoli umani, più o meno è questo il senso del regolamento.

C’è di tutto : comuni bici in acciaio, titanio, carbonio. Ruote fisse o singlespeed. Ma anche altre cose. ElliptiGo…è una delle macchine da palestra trasformata in mezzo di locomozione, si usano gambe e braccia, dev’essere faticosissimo. Reclinate di tutti i tipo. Tandem a due ma anche a tre. Tricicli. Siluri. Bici pieghevoli, bravissimo  il nostro Mangione, l’ho incontrato lungo il percorso e all’arrivo, “Pesante” mi ha detto ma il sorriso andava da un’orecchia all’altra.

Le più belle?? Due bici anni 20 rigorosamente originali di due italiani già incontrati a Verona lo scorso anno e le bici puro stile randonnee degli americani. Perfette nei colori, con i parafanghi cromati, selle, borse e bauletti in cuoio.

Sonno Ho visto gente dormire ovunque. I primi dopo pochi chilometri, forse nemmeno 100, era ancora chiaro. Eravamo in gruppo e chi siamo stupiti parecchio. Con il passare delle ore poi la cosa è diventata normale. Il sonno ti prende e dormiresti ovunque. Confermo quello che avevo sentito dire. Gente avvolta nei teli termici in mezzo ai campi, sulle panchine dei paesi, nei bar. Quelli dei siluri posteggiano a bordo strada, accendono la lucina di parcheggio, tirano su la capottina e si mettono a dormire seduti, non male.

Uno dei posti più ambiti  sono le stazioni dei bancomat, dentro e fuori , sempre belle piene!!

Non male le cabine telefoniche, oramai poche ma sfruttate, la persona che ho visto dormire seduta là dentro evidentemente non ce la faceva più, mancavano 30/40 chilometri all’arrivo ed erano le 7 di mattina.

Ognuno ha le sue esigenze in fatto di sonno, io ne ho bisogno e me la sono presa comoda, certo c’è da mettere sempre in conto un contrattempo o un inconveniente ma dire che non si può dormire non è assolutamente vero.

Automobili Chi le ha viste??? In Francia hanno il rispetto per chi va in bici che noi non abbiamo….ah… les francaises. Non mi sono accorto di essere su strade normali aperte al traffico, non un sorpasso non un clacson se non per saluto e incoraggiamento.

Barrette o Baguette?? Stanco di barrette, stanco delle  baguettes dei ristori quasi sempre poco ripiene. Ho sognato spaghetti e bistecche. Mi sono lasciato tentare da un croque monsierur seduto ad un tavolino di un bar a veder passare i ciclisti….tutto il mondo il formaggio lo mette dentro al toast, i francesi fuori, mah!!

Voci Quelle di Stefano, Marco e Roberto alla partenza, quelle di Matteo e Daniele che mi hanno dato forza, quelle di  Costanza e Salvatore che mi hanno accompagnato per tanti chilometri, quella di  Oscar nella notte buia prima di Dreux con i racconti di una vita, quella di Fernando dal Brasile lungo la via.

La più bella ?? Quella di Andrea Perugini all’arrivo…”bravo Alessandro”.  Ho solo sentito la voce, ero nel sentierino prima del parco chiuso all’arrivo attento a non cadere, emozione!  Andrea e tre!! Tre volte in Francia e tre velodromi diversi : 2013 Velodromo “Jacques Anquetil; 2014 Velodromo di Roubaix, 2015 Velodrome Nationale St. Quentin.

Il tempo Ho avuto la sensazione di essere in una bolla di tempo mio, diverso dal tempo che scorre di solito. Un tempo che prescinde dalla luce del giorno o dal buio della notte, un tempo che passa e di cui tieni conto in un modo diverso. Un tempo che ha una scadenza e che alla fine, all’arrivo, ridiventa il nostro solito .

Meteo Ma c’è una Parigi-Brest-Parigi senza pioggia??? Penso di no, quest’anno è andata bene, poche gocce da gustare con la bocca aperta a poche ore dall’arrivo. E che dire della nebbia , fredda, bagnata che mi ha preso prima dell’alba  dopo tante ore in sella a pedalare. Ma che dire del  sole la mattina sul ponte di Brest!!

Regalo A giorni compirò 60 anni, come regalo mi sono fatto la PBP.

Chi c’era e chi non c’era. C’erano quelli che da lontano hanno seguito sul web un ciclista fantasma lungo la via. Famiglia e amici, un supporto sentito mentre pedalavo che mi ha dato tanto.

Non c’erano Riccardo e Massimo fermati da vari problemi fisici, peccato sarebbe stata una compagnia fantastica; non c’era un amico-fratello che non c’è più a cui va un ricordo speciale

PBP  1230 km di asfalto dove ogni due chilometri c’è una cote da superare, 615 km di salita e 615 km di discesa dove quello che conta è solo la salita, la discesa è solo un soffio. 1230 km e 6.000 ciclisti a farli tutti.

Giobbe e Marina Giobbe al confronto di Marina, mia moglie, era un dilettante. Grazie per la pazienza infinita, per aver sopportato i racconti di bici, le domeniche da sola, le sveglie all’alba. Grazie!!!!!

Alessandro – Turbolento L065

Parigi-Brest-Parigi

Alessandro, Turbolento, protagonista.

 

 

 

 

 

 

 

 


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