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Pedalare per la salute

Pedalare per la salute, propria e degli altri: Ride for Fit… to Ride for Health.

La corrente pandemia ha insegnato a molti (speravamo tutti), l’importanza assoluta della salute globale, in quanto non solo salute dell’individuo ma della collettività, degli animali e dell’ambiente che ci circonda.

Abbiamo dunque deciso di parlare di ciclismo anche in questa ottica, non solo della tecnica e della meccanica, ma della sostenibilità insita che il gesto della pedalata racchiude.

L’obiettivo è di trasmettere, speriamo in maniera altamente contagiosa, l’arte del ciclismo in tutto il suo potenziale di sviluppo sostenibile per la salute della popolazione e dell’ambiente.

Che cos’è la Salute?

Iniziamo dunque …dall’inizio, che cos’e la Salute? Concetto complesso e difficile da identificare in tutte le sue sfaccettature.

La World Health Organization (WHO o OMS) definisce la salute come “lo stato di completo benessere fisico e mentale, e non solo la semplice assenza di malattia o infermità”, inoltre viene identificata in questa definizione “una risorsa per la vita di tutti i giorni, e non un obbiettivo di vita. Un concetto positivo che enfatizza le risorse personali e sociali, e le capacità fisiche” (Nutbeam, 1986).

La salute dev’essere, dunque, percepita come parte della nostra vita di tutti i giorni, e aiutata a prosperare. Per fare ciò, la bicicletta ci è fidata compagna e di grande supporto!

Pedalare ha svariati effetti benefici sulla nostra salute fisica, dei quali siamo per lo più oramai tutti a conoscenza.

Pedalare migliora le funzioni cardiovascolari dell’organismo umano, la capacità di mantenere un peso corporeo adeguato (anche se certi spuntini Turbolenti lungo la strada aiutano poco) e migliorare flessibilità fisica e tono muscolare.

Ciò che è però eccezionalmente correlato all’utilizzo della bici, sono gli effetti positivi sul benessere mentale e la salute collettiva.

Ride for Health Pedalare è particolarmente efficace nel migliorare la salute mentale e quale migliore momento per occuparsene se non ora!
Le caratteristiche aerobiche a basso impatto e sforzo variabile dell’esercizio (ovvero facilmente adeguabile al livello di intensità desiderato), lo rendono accessibile anche alle persone meno attive.

Inoltre, offre la possibilità di fare esercizio fisico all’aperto ed in mezzo alla natura, migliora il senso di indipendenza e le capacita moto-cognitive (specialmente in età evolutiva), ed è possibile esercitarsi in solitaria o in gruppo, rendendo l’attività socievole solo quanto gradito.

Nonostante i rischi correlati ad una maggiore inalazione di fattori inquinanti e il rischio di esposizione a incidenti, che spesso disincentivano i cittadini metropolitani, gli effetti benefici del ciclismo sulla salute, sono provati sovrastare i suddetti effetti negativi. (Hartong et al., 2010).

Pedalare per la salute, tutti i giorni

Pedalare è il metodo più salutare ed efficiente di spostamento, rendendo questo tipo di esercizio facilmente incorporabile nella vita di tutti i giorni, in città e non solo (Thompson Coon et al., 2011; Zijlema et al., 2018; Cyclescheme, 2019; NHS, 2019).

Particolarmente importante se consideriamo che la WHO/OMS raccomanda un minimo di 150 minuti di attività moderata a settimana (75 minuti se intensa) per una vita salutare.

Pedalare e vivere in città, espone la popolazione a una qualità dell’aria spesso molto bassa e ricca di agenti inquinanti dannosi per la salute pubblica. Ecco perché pedalare, non solo è positivo ma necessario!

È provato, che società attive sono driver per implementare turismo, posti di lavoro, infrastrutture, integrazione e lo sviluppo di communita’ sostenibili.

Svariati Paesi hanno dimostrato che quanti più ciclisti sono presenti e tratte ciclistiche percorse, più le infrastrutture verranno adeguate per una ciclabilita’ sicura ed integrata nell’urbanistica e nelle policy locali (WHO Regional Office for Europe, 2016).

Raggiungere obiettivi importanti

Inoltre investire su società fisicamente attive, è di fondamentale importanza per sostenere e raggiungere svariati degli ‘Obiettivi di Sviluppo Sostenibile’ stabiliti dalle Nazioni Unite nel 2015 per il 2030, in particolare:

  • Obiettivo 3: Garantire una vita sana e promuovere il benessere per tutti a tutte le età
  • Obiettivo 4: Garantire un’istruzione di qualità inclusiva e paritaria e di promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti
  • Obiettivo 5. Raggiungere la parità di genere e l’empowerment di tutte le donne e le ragazze
  • Obiettivo 8: Promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, la piena e produttiva occupazione e un lavoro dignitoso per tutti
  • Obiettivo 9: Costruire infrastrutture resistenti, promuovere l’industrializzazione inclusiva e sostenibile e promuovere l’innovazione
  • Obiettivo 10: Ridurre le disuguaglianze all’interno e tra i paesi
  • Obiettivo 11: rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, flessibili e sostenibili
  • Obiettivo 12: Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili
  • Obiettivo 13: adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze
  • Obiettivo 15: proteggere, restaurare e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire in modo sostenibile le foreste, lotta alla desertificazione, e fermare e invertire il degrado del suolo e arrestare la perdita di biodiversità
  • Obiettivo 16: promuovere società pacifiche e inclusivi per lo sviluppo sostenibile, fornire l’accesso alla giustizia per tutti e costruire istituzioni efficaci, responsabili e inclusive a tutti i livelli
  • Obiettivo 17: Rafforzare le modalità di attuazione e di rivitalizzare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile (AICS, 2015).

Pedalare per la salute: Ride for All

L’intenzione è quindi di supportare una promozione della salute globale attraverso la bicicletta, considerando la salute non più un concetto astratto e puramente fisico, ma una risorsa per vivere una vita sostenibile, e socialmente ed economicamente positiva.

Francesca Turbolenta Tagliacarne, infermiera con esperienza quinquennale in terapia intensiva sviluppata nel Regno Unito, dove ha iniziato a maturare l’idea di Global Health, quale supporto alla sostenibilità. Si è recentemente ristabilita a Milano, dove lavora per la promozione di una salute equa ed accessibile, divulgando, anche se non richieste, informazioni sui temi dell’inclusione e della sostenibilità. Sta studiando per una seconda specializzazione in Global Health presso l’Università di Liverpool. Appassionata ciclista urbana, con qualche divagazione qua e la su Strade Zitte.

 

 

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