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Romanticismo ciclistico: cronaca di una serata d’autunno.

Martedì 22 ottobre, è stata una conversazione ciclistica ambiziosa, con l’obiettivo di provare a definire le affinità tra il romanticismo e il nuovo ciclismo gravel. Ne è uscita una serata ricca di spunti e forte passione.

La serata è stata promossa da Turbolento e Rossignoli, animata da Gino Cervi, Jean Francois de Jaegher (JF), Roberto d’Anna e Paolo Tagliacarne.

La domanda è: quanto è azzeccato il parallelo tra romanticismo e nuovo ciclismo gravel?
Questa la nostra risposta: come il romanticismo ha spezzato il prevalere della razionalità e il culto della bellezza classica per “sdoganare” la spiritualità, l’emotività, la fantasia e l’immaginazione, così il nuovo ciclismo gravel (e travel) lascia spazio alla fantasia, all’immaginazione, alla contemplazione, spezzando il prevalere di classifiche e ansie competitive. 
E ancora: come il romanticismo ha portato all’affermazione del carattere individuale di ogni artista, così la “filosofia” gravel apre a molti nuovi modi di interpretare la bici e la strada, avvicinandoli al proprio modo di essere e di stare al mondo.
Il presupposto è quindi calzante. L’approccio gravel al ciclismo è il nuovo che avanza, proprio come lo è stato la MTB a metà degli anni ’80.

Romanticismo ciclistico: Paris-Brest-Paris

Forte interesse ha suscitato il racconto di JF e della sua Paris-Brest-Paris 2019. Sicuramente tra le più “romantiche” imprese ciclistiche internazionali. Ma non tutti quelli a cui piacerebbe partecipare, riescono a trovare il tempo, in un tempo tutto sommato ristretto, per raccogliere i brevetti necessari all’ammissione.

La scintilla che mi ha fatto appassionare alla lunga distanza senza classifica, è stata la Chase the Sun di tre anni fa”, ha ammesso JF.  Prima di scaldare la platea con il racconto della sua “molto tranquilla” PBP. Dal 2017, le Chaese the Sun le ha pedalate tutte. E sarà in partenza al faro di Cesenatico, anche alla prossima. Nel tradizionale ruolo di Pacer Turbolento. Ruolo che gli è toccato anche alla Milano Gravel in versione Oversize. Grazie JF e grazie a tutti gli altri pazienti Pacer*.

*I Pacer Turbolenti sono coloro che accompagnano il gruppo, restando nelle retrovie, aspettando e aiutando tutti, trovando la giusta andatura e rinunciando per una giornata alle proprie ambizioni di primato. Lo sport è fatto anche di questo.

Romanticismo ciclistico: la madre di tutte le gravel.

Milano Gravel, nella migliore tradizione Turbolenta, sta di nuovo aprendo la strada al nuovo che avanza. E lo fa ispirandosi a “la madre di tutte le gravel”.

Nell’anno in cui tutti, noi inclusi, celebriamo i 100 di Columbus, va menzionato che trent’anni fa, nel 1989, Cinelli presentava una bicicletta difficilmente classificabile per l’epoca in cui nasceva. Etichettata come ibrida, in realtà era un esperimento di avanguardia ciclistica. Caratteristica non rara per il marchio in questione. Non era una mountain bike, non era una bicicletta da strada. Aveva due grandi ruote da 28 artigliate, una piega stradale del tutto “atipica”, rapporti e telaio sloping da mtb, comandi da ciclocross.

Per definirla si prese a prestito una poesia del Pascoli e nasceva il Passatore “re della strada, re della foresta”. La madre di tutte le gravel di oggi, la bicicletta sinonimo di nuove idee. Decisamente prematura per i tempi. Fuori da ogni canone dell’epoca. Quasi fuorilegge. Come fuorilegge era il leggendario brigante romagnolo a cui si ispirava per il nome. Il Passator cortese, da alcuni considerato il Robin Hood romagnolo.

Sarà da qui che è inconsapevolmente partito il romanticismo ciclistico? Chi può dirlo. A noi Turbolenti, ci piace crederlo. Erano gli anni del Rampichino, la prima MTB italiana (1985). Se vogliamo datare la nascita di questo movimento, il 1989 può essere l’anno della scintilla. L’anno in cui, figlio di un Rampichino e di una Supercorsa, è nato il Passatore Cinelli. Il cui discendente oggi, si chiama Zydeco.

Columbus Cento

Ma torniamo a noi e alle celebrazioni per il Centenario Columbus. Milano Gravel Roads ha voluto dedicare i suoi due percorsi alla storica azienda milanese: Cento e Oversize. Lo ha fatto per il forte legame di amicizia che lega Turbolento a Cinelli e Columbus, la stessa ragione per cui abbiamo dedicato alcuni dei nostri percorsi a Marino Vigna, a Renzo Zanazzi o a Luisin Malabrocca. Il ciclismo è un fatto culturale e sociale, prima che sportivo.

Questa seconda edizione della Milano Gravel resterà nella memoria dei partecipanti per due ragioni: la splendida giornata di dolce sole autunnale che ci è stata regalata, e i “super-guadi” incontrati sul percorso Oversize. Affrontati da tutti con entusiasmo e grande soddisfazione. Bravissimi. Questa è, una volta di più, la dimostrazione che la bicicletta aiuta i bambini a diventare adulti e noi adulti a non dimenticare i bambini che siamo stati. Ma quanto ci divertivamo a buttarci in bici nelle pozzanghere?

E poi diciamocelo, la filosofia gravel è una buona ragione per imparare a prendere quelle strade che non abbiamo voluto prendere prima.

Dopo i “super-guadi” ci sentiamo di dare un consiglio tecnico-meccanico-manutentivo. Ci avrete sicuramente già pensato: meglio far smontare e ingrassare il movimento centrale, così come smontare i copertoni e far asciugare bene i cerchi.

Salvate le date.

E infine, GRAZIE di nuovo a tutti per esserci stati e per continuare a seguirci. Ora…la parola alla primavera. Con la Gravel di Marzo, Sabato 21, per festeggiare la primavera e il 20 giugno, solstizio d’estate CHASE THE SUN. Salvate le date!