Valico Tre Faggi, chi era costui?

racconti & riflessioni

Valico Tre Faggi, come Carneade, chi era costui?

Chase the Sun Italia parte da Cesenatico in direzione Ovest. Verso l’entroterra. Percorsi i primi 5 chilometri, in località Bagnarola, iniziano le piccole strade dell’outback Romagnolo.
Forlimpopoli, Meldola, salita alla Rocca delle Caminate, discesa tecnica e spettacolare verso Predappio, lunga e irregolare salita a Premilcuore, la porta romagnola delle foreste casentinesi. Quindi lui, il Valico Tre Faggi. 

Ed è su questo valico sconosciuto, che vogliamo si soffermi la vostra attenzione.

Pochi chilometri a nord il più famoso e blasonato Passo del Muraglione, a Sud il Passo La Calla, con salita da Santa Sofia e ancora più a Sud il Passo dei Mandrioli, con salita da Bagno di Romagna.

Nascosto, lungo una strada che più zitta non si può, il Valico Tre Faggi c’è, esiste. Immerso nella sua “appenninica selvaggia solitudine”.

Conosciuto solo dai locals, merita ben altra gloria. E proprio questo è il fine delle Strade Zitte. Far conoscere l’Italia meno conosciuta.

Quella che da Premilcuore sale al valico è una strada assolutamente zitta, immersa nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Nel cuore dell’Appennino tosco-romagnolo, lungo il confine delle regioni Emilia-Romagna e Toscana, delle province di Forlì-Cesena e Firenze. Una foresta  che rientra nelle Aree protette del Consiglio d’Europa.

Al di là di queste nozioni tecniche, si pedala per una ventina di chilometri in salita, meditando e fantasticando. Si perché in bicicletta si pensa molto, si ragione e soprattutto si divaga. La mente va dove va, lasciando libero sfogo alla propria immaginazione. 

Chi apprezza la natura selvaggia trova pane per i suoi denti.

Chi si diletta di geografia sa che dal monte Falterona (nell’area naturale integrale del Fratino, la prima costituita in Italia nel 1959) nasce l’Arno, che per lunghi tratti accompagnerà la nostra pedalata fino al litorale pisano. O per essere più precisi, dapprima la Sieve, affluente di destra del maggiore dei fiumi toscani. Poi da Pontassieve al mare, l’Arno

Chi ama la storia sa che la zona era frequentata fin dei tempi degli Etruschi, che al “Lago degli Idoli” veneravano le proprie divinità. Sa che le Foreste Casentinesi sono un’area nota e frequentata fin dal Medioevo. Le popolazioni locali utilizzavano il prezioso legname proveniente da questi boschi per numerose attività: dagli alberi maestri delle flotte navali di Pisa e Livorno, alla Cupola dal Brunelleschi.

Chi, da buon sognatore, crede agli gnomi e alle fate del bosco, si immagina che in quel preciso momento, ben nascosti tra cespugli, alberi e arbusti, gli uni e le altre, lo stiano incoraggiando e sostenendo nella fatica ciclistica. Si guarda intorno ammirando il tipico letto di foglie delle faggete, la luce che filtra tra il fitto della foresta, chiedendosi dove andranno a finire le non poche stradine laterali che salgono verso altri crinali o scendono in vallette che invitano al gusto dell’esplorazione.

E intanto i chilometri passano e si percepisce che quasi ci siamo. La strada, ancora parecchio tortuosa, spiana, non si vedono più crinali alti, la vegetazione un po’ dirada e cambia. La sensazione è che l’orizzonte si stia come allargando. E infine eccolo, un cartello blu ci dice che ci siamo, il vento tipico dei valichi si fa sentire e improvvisamente lo sguardo si apre perdendosi verso ovest, su nuove valli e nuovi crinali. Abbiamo valicato l’ennesimo passo della nostra vita ciclistica. E ora?

Niente di speciale, semplicemente ci godiamo una nuova discesa. Oggi non dobbiamo tornare indietro. Oggi si va in una unica direzione, ostinata e avversaria. Duecentosettanta e più, i chilometri che separano la costa romagnola da quella pisana. Da est a ovest dall’alba al tramonto, osando sfidare il sole nel suo cammino quotidiano. E’ la Chase the Sun, gente!

Scendendo dal Valico Tre Faggi ci aspetta il Bar Cavallino con la classica focaccia alla finocchiona; la discesa fino a Rufina, le stradine del Chianti, Pontassieve, Bagno a Ripoli, il passaggio da Firenze. Lungarno in riva destra, Ponte Vecchio, Parco alle Cascine, Signa, Comeana e salita di Carmignano. Una nuova discesa e risalita a Vinci, lo splendido crinale di Cerreto Guidi, quindi le foreste di Staffoli, Vicopisano, Calci con la sua Certosa, Pisa con la Piazza dei Miracoli, San Piero a Grado e infine la ciclabile del Trammino fino al litorale Pisano. Un “zic” prima del tramonto per entrare nella community dei Sunchaser.

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Daniela Schicchi

Marco Pastonesi

Paola Gianotti

Alberta Schiatti

Paolo Tagliacarne

Francesca Luzzana

Paolo Della Sala

Anna Salaris

Francesca T

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