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Il Ticino tra Lombardia e Piemonte

Milano / impegnativo / 152 km / 300 D+

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DESCRIZIONE

Un giro “da allenamento” su provinciali con scarso traffico dove pedalare veloci, in gruppo, per parecchi chilometri. Rilassandosi al rientro lungo il Naviglio Grande da Oleggio a Milano. A tratti contemplativo, a tratti da “rapporto basso e tieni il passo”. Filosofia che non ci fa impazzire, ma ogni tanto ci sta.

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SEGNALIAMO per una sosta appetitosa, uno dei ristori a Boffalora Sopra Ticino, lungo l’alzaia, o di fronte all’imbarcadero.

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PROFILO TECNICO

Da Milano-Darsena si prende Via Ascanio Sforza per raggiungere la Conca Fallata e uscire dalla città dall’alzaia del Naviglio Pavese. Si raggiunge Binasco seguendo la “quasi ciclabile” sempre lungo l’alzaia, diciamo “quasi” perché solo a tratti è dedicata esclusivamente alle bici.

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Da Binsaco si segue la strada zitta “Quasi Pavia” fino a Rognano, da qui al primo incrocio a destra verso Battuda poi Torradello, Trivolzio e Bereguardo. All’incrocio con la 526 si attraversa diritto imboccando la piccola stradina di fronte che ci porta alla sp130, in prossimità di Torre d’Isola. Al primo incrocio a destra arrivando sulla strada che dal Castello di Bereguardo scende al Ticino e al ponte di Barche.

Attraversato il ponte di barche, alla prima piccola rotonda a destra seguendo l’indicazione Borgo San Siro. Una piacevolissima strada zitta che per circa 10 chilometri ci fa apprezzare il paesaggio della valle di pianura del Ticino. Si attraversa la sp206 entrando a Borgo San Siro. A destra, direzione nord fino al punto in cui la strada che esce dall’abitato si riunisce alla provinciale con strano e contorto innesto che si evita girando a sinistra in direzione Torrazza e Gambolò lungo la sp105.
Gambolò è una bellezza inaspettata della nostra pianura. Ci sta una breve sosta, prima di uscire in direzione Vigevano. Splendida la Piazza Ducale. I chilometri percorsi dalla partenza sono 53 e siamo circa ad un terzo della distanza totale di questa lunga giornata in bicicletta.
Si esce da Vigevano verso nord in direzione di Cossolnovo pedalando lungo la provinciale 206 che poi divente sp4 dell’Ovest Ticino, il cui traffico della domenica mattina è decisamente accettabile. Pedalando di buona lena sulla provinciale si superano gli abitati di Cerano, Trecate e Romentino, scegliendo se restare sempre sulla provinciale o attraversare ogni singolo centro abitato. E’ questo il tratto meno piacevole dell’itinerario, come alternativa ci si può spostare sulle piccole strade, in parte anche sterrate più vicine al Ticino. Dopo Romentino si supera la linea ferroviaria dell’alta velocità e l’autostrada Milano-Torino con nuovo cavalcavia dotato di ciclabile (sulla carreggiata non è consentito il transito delle biciclette), che porta a Galliate. Qui si può scegliere se attraversare il Ticino al ponte di Turbigo lungo la statale 341 in direzione nord-est o proseguire fino ad Oleggio, direzione nord e da li arrivare al vecchio ponte in ferro, dove inizia l’Alzaia del Naviglio Grande.

In questo secondo caso i chilometri totali sono più di 160, tagliando al ponte di Turbigo si risparmiano circa 20 chilometri.

Proseguendo ancora verso nord si superano Cameri e Bellinzago, ad Oleggio si volta a destra, direzione est seguendo le indicazioni per Malpensa. In circa 5 chilometri si arriva al Ticino e subito dopo a destra si imbocca l’alzaia che riporta a Milano-Darsena costeggiando prima il canale industriale delle centrali di Tornavento e Turbigo, poi il Naviglio Grande. Da Vigevano al Ponte sono 45 chilometri, in totale dalla partenza quindi abbiamo percorso 98 chilometri. A Milano darsena ne mancano esattamente 60, ma è talmente piacevole l’alzaia che si dimentica (o quasi ) la fatica.
Dal ponte non servono indicazioni, si segue il corso dell’acqua pedalando a tratti a destra e in altri a sinistra del canale, guardandosi intorno per scoprire il paesaggio e le opere di ingegneria idraulica. Le lanche in prossimità delle cave, dove giravano le chiatte che portavano la sabbia in città, percorrendo il canale alla lenta e semplice velocità della corrente e la fitta vegetazione dei boschi del Ticino.
Un po’ noiosi, dopo averne pedalati ben 140, gli ultimi 18 chilometri diritti, diritti, tra Abbiategrasso e la città.

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